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Credere in Cristo

Credere in Cristo

(Col.1:1-14)

v.15 “il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito d’ogni creatura”.

Il messaggio che l’apostolo Paolo proietta in questi versi il prezioso ritratto di Cristo Gesù che non smette di essere affascinante e arricchente. L’apostolo sa e indica Cristo l’unica risposta ai problemi umani. Infatti Cristo è descritto come segue:

 1.Cristo Gesù il trasformatore (1:1-14).

                                                          Solo Cristo può cambiare le persone, liberandole dal potere del diavolo e delle tenebre portandole miracolosamente al regno di luce libertà e perdono. Il primo passaggio ha la forma di una superba preghiera. Paolo formula nove richieste nel pregare che la Chiesa di Cristo viva: con sensibilità (v.9“conoscenza della volontà Sua”), in un modo degno v.10; in modo accettabile v.10; utilmente v.10; subordinatamente (v.11 “corroborati…); coraggiosamente v.11. “ogni pazienza”; con gratitudine (v.11-12 “rendendo grazia con gioia…”); fiduciosamente ( v.12 la sorte dei santi”, (1.Piet.1:4); unitamente v.12-14 “santi” “regno”. Queste parole non sono termini individuali, ma si riferiscono ad una vita di gruppo.

         2. CRISTO GESU’ “PRIMA DI TUTTE LE COSE” (1:15-23)

                                                           La chiave di questo passaggio è il v.18 “Ed egli è il capo del corpo, cioè della Chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti, onde in ogni cosa abbia il primato”. Lo Spirito Santo in questi versi rivela che Cristo è il “principio” per:

  1. La Sua relazione unica. Egli è il figlio amata da Dio v.13 “Egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figliuolo”, l’espressione primogenito non indica che sia un essere creato, ma che è la prima di tutte le cose, il Suo Figlio v.15 “il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito d’ogni creatura”.

  2. Il Suo conseguimento creativo. Cristo non fu creato, anzi , Egli ha condiviso con il Padre e lo Spirito Santo l’opera della creazione v.16-17 “ poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra; le visibili e le invisibili; siano troni, siano signorie, siano principati, siano potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui;ed egli è avanti ogni cosa, e tutte le cose sussistono in lui”. Egli non solo ha creato, ma anche sostiene l’universo con la potenza della Sua Parola, Eb.1:3 “il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, quand’ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della Maestà ne’ luoghi altissimi”.

    1. La Sua incontrastata sovranità v.18 “Ed egli è il capo del corpo, cioè della Chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti, onde in ogni cosa abbia il primato”. Cristo Gesù, controlla il mondo e la chiesa e ne è il  capo supremo.
    2. La Sua natura divina. V.15 il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito d’ogni creatura.. 19 Poiché in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza”; Cristo Gesù è unico ed è l’unico figlio di Dio. L’affermazione che usa l’apostolo intorno alla divinità del nostro Signore Gesù Cristo è indubbiamente chiara.
    3. La Sua opera di redenzione. I due temi principali riportati dall’apostolo in questi versi sono: v.14 “la redenzione” “nel quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati”; e il v.20-22  la “riconciliazione” “e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d’esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. 21 E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvagie, 22 ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili”. La missione unica del nostro Signore Gesù Cristo per l’umanità ha ottenuto la liberazione dalla prigionia  (redenzione) e la fine dell’estraniamento di Dio (la riconciliazione).
    4. Il Suo potere di trasformazione v.22 “ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili”.  Il nostro Signore Gesù Cristo, con la Sua opera è ingrato di perdonare qualsiasi peccato, di salvare e cambiare qualunque anime,  risolvere ogni problema e di guarire ogni malattia incurabile. Il passaggio qui riportato, espone ciò che Cristo Gesù ha fatto, può fare e ciò che farà (“Farvi comparire santi”).

 CRISTO CHE VIVE IN NOI (1:24-2:7)

                                                                 Il nostro Signore Gesù Cristo può cambiare le nostre vite solo dall’interno; è li che si svolge la trasformazione v.27 “ai quali Iddio ha voluto far conoscere qual sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra i Gentili, che è Cristo in voi, speranza della gloria”. L’espressione dell’apostolo Paolo testimonia la trasformazione che effettua lo Spirito Santo in un anima che si arrende alla Sua volontà, evidenziando cosi, come riportato in seguito, quali sono i benefici che partorisce questo cambiamento divino.

  1. a.      E’una esperienza di grande gioia.  V.24 “Ora io mi rallegro nelle mie sofferenze per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a pro del corpo di lui che è la Chiesa”. In realtà l’apostolo si rallegra nelle sofferenze

  2. b.      Una esperienza impegnativa v. 24 con riferimento alla sofferenza implicita nel processo di costruzione del corpo di Cristo.

  3. c.      Una esperienza arricchente v.27 “ai quali Iddio ha voluto far conoscere qual sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra i Gentili, che è Cristo in voi, speranza della gloria”. Questa ricchezza divina non solo rallegra il cuore dell’apostolo, ma i cuori di tutti coloro che hanno realizzato la riconciliazione con Dio per mezzo della grazia in Cristo Gesù.

  4. d.     Una esperienza continuativa. v.28-29 “il quale noi proclamiamo, ammonendo ciascun uomo e ciascun uomo ammaestrando in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo, perfetto in Cristo. 29 A questo fine io m’affatico, combattendo secondo l’energia sua, che opera in me con potenza”. Il desiderio dell’apostolo e quello di spingere ogni credente a procacciare in un modo progressivo la santificazione, sicuramente presegiava e desiderava realizzare e far realizzare l’ordine del sommo Maestro Gesù Cristo quando disse: “Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Mat.5:48). Raggiungere questa maturità richiede un intera vita. E’ un processo che continua per sempre fino a quando non vediamo il nostro Signore Gesù Cristo a faccia a faccia. (Col.3:18; Fil.3:12-14).

  5. e.      Una esperienza unificatrice 2:1-5 “Poiché desidero che sappiate qual arduo combattimento io sostengo per voi e per quelli di Laodicea e per tutti quelli che non hanno veduto la mia faccia; 2 affinché siano confortati nei loro cuori essendo stretti insieme dall’amore, mirando a tutte le ricchezze della piena certezza dell’intelligenza, per giungere alla completa conoscenza del mistero di Dio: 3 cioè di Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti. 4 Questo io dico affinché nessuno v’inganni con parole seducenti; 5 perché, sebbene sia assente di persona, pure son con voi in ispirito, rallegrandomi e mirando il vostro ordine e la fermezza della vostra fede in Cristo ”. la coscienza del cristo che vive in noi avvicina tutti i cristiani, uniti all’amore.

 4.      CRISTO AUTOREVOLE (2:8-23)

                                                                       L’apostolo Paolo mostra che tutto ciò che importa è arrendersi a cristo e non ai sistemi filosofici o norme religiose 2:9-10 “poiché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità, 10 e in lui voi avete tutto pienamente. Egli è il capo d’ogni principato e d’ogni potestà”. Cristo è la solo realtà affidabile e immutabile v.17 “che sono l’ombra di cose che doveano avvenire; ma il corpo è di Cristo”, le altre cose non sono che effimere e ombre. L’apostolo, non si risparmia di esortare i  credenti a rimanere saldamente uniti al capo, Cristo Gesù v.19 “e non attenendosi al Capo, dal quale tutto il corpo, ben fornito e congiunto insieme per via delle giunture e articolazioni, prende l’accrescimento che viene da Dio”, nessun altra potenza può avere il controllo v.20 “Se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre de’ precetti…”.  Il nostro Signore Gesù Cristo, li sconfisse sulla croce v.15 “e avendo spogliato i principati e le potestà ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce“. 

 5.CRISTO VITTORIOSO (3:1-11)

                                                    L’ASCENZIONE DEL NOSTRO Signore Gesù Cristo è l’indiscutibile è l’indiscutibile prova della Sua trionfale vittoria 3:1-2 “Se dunque voi siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra “. I fedeli non devono avere una visione limitata e terrena: devono orientare le loro menti alle cose eterne e celesti. Le cose indegne che non onorano Cristo ne il suo popolo, devono essere mortificate e deposte v.5;8  “ Fate dunque morire le vostre membra che son sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, mala concupiscenza e cupidigia, la quale è idolatria…8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignità, maldicenza, e non vi escano di bocca parole disoneste”. I cristiani hanno una nuova natura e non sono interessati alle divisioni e classificazioni terreni v.10-11 “giacché avete svestito l’uomo vecchio coi suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l’ha creato. 11 Qui non c’è Greco e Giudeo, circoncisione e incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è ogni cosa e in tutti”.  Cristo Gesù è assolutamente ovunque.

Cesare Turco

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Pubblicato da su 01/02/2013 in studio biblico

 

La fede che persevera

La fede che persevera  Gen 40
Coloro che hanno sperimentato Cristo come personale Salvatore godono di una fede  Divina la quale è motivata dallo Spirito Santo secondo le circostanze che si presentono.
                         a- Il Signore non ci ha promesso una vita esenta dai problemi , ma rassicura il nostro cuore con la Sua  presenza anche nei problemi.
                         b. Sin da ragazzo Giuseppe camminò con Dio e quando vennero i tempi duri,  egli si trovò pronto ad affrontarli:  sapeva che Dio era con lui.  Anche noi non saremo mai soli, il Signore dice: Eb.13:5; “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò”.
Nei v.5-9 leggiamo che Giuseppe ebbe un sogno, sognò che  un giorno sarebbe diventato la persona più importante della sua famiglia,  e che i suoi fratelli si sarebbero prostrati dinanzi a lui, quanto raccontò questo particolare ai suoi fratelli, questi, mosso dall’invidia non si limitarono a disprezzarlo chiamandolo “sognatore”, ma incominciarono a creargli ogni sorte di problemi.  
  •        fu invidiato,                  

  •       fu calato in una cisterna,                              

  •       fu venduto come schiavo a dei mercanti ismaeliti.

    In questa circostanza   Giuseppe manifesta la Fede.           
 1.      UNA FEDE CHE AFRONDA OGNI AVVERSITA’
     Non ci sono avversità malefiche che non possono essere abbattute dalla fede che Dio ci ha dato. L’Apostolo Paolo scrive di Abramo riguardo alla promessa di un erede in Rom. 4.19 “… non venne meno nella fede, egli vide che il suo corpo era svigorito (aveva quasi 100 anni) e che Sara non era più ingrato per essere madre, davanti alla promessa di Dio non vacillò per l’incredulità, ma fu fortificato nella sua fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quando Egli ha promesso è anche in grado di  compierlo”.
    a.La fede Divina suscita nel credente il coraggio di combattere le avversità Eb.11:30-34;
    b. Questo dono, produce nel cuore dei credenti pace, serenità, e vigore Ebrei 10:38  
La fede Divina non  porta il credente a scoraggiarsi dinanzi alle avversità, anzi questo tipo di fede suscita nel cuore del credente serenità e pace proprio davanti hai problemi.
  •     Quando Arrivano le cattive notizie, (Daniele 6:10)

  •    Quando ci troviamo ingiustamente in difficoltà  Atti 16:23 -24

  •    Quando l’uomo si accanisce contro di noi per farci il male   Atti 5:18-20

  •    Quando ci rassegniamo  2Corinzi 1:10; 2Timoteo 4:18

L’inizio dell’ansietà è la fine della fede; l’inizio della vera fede è la fine dell’ansietà.
George Müller
 Quando Giuseppe fu condotto dagl’ismailiti in Egitto, fu rivenduto come schiavo ad un Egiziano, costui era il generale dell’esercito di faraone, il quale pose Giuseppe in casa sua affinché lo servisse. 
Costui vedendo che l’Eterno era con Giuseppe gli affidò tutto il suo patrimonio nelle mani affinché lo amministrasse, praticamente tutti gli altri servi erano subordinato a Giuseppe. Questo giovane faceva le veci del suo signore.  Naturalmente Giuseppe era giovane bello intelligente queste sue caratteristiche suscitò un’attrazione agli occhi della moglie di Potifa  il quale tentava continuamente Giuseppe. Ma “Egli rifiutò”    Qui vediamo:
 2.UNA FEDE CHE TRIONFA SULLE TENTAZIONI.
a.  Questo tipo di fede lo Spirito Santo la suscita nel credente nel momento in cui esso viene attirato dalla concupiscenza .   Col.2:4-5;    
b. Gesù avverti i Suoi discepoli della realtà della tentazione,  Matteo 26:41;  1Pietro 5:8.
c. Giuseppe pur rimanendo fermo  nel cospetto di Dio, pagò la sua ubbidienza a Dio con una severa punizione, dopo che fu calunniato, e messo in prigione. Gen. 39:7-23
Ma l’Eterno era con lui il quale gli fece trovare grazi a agl’occhi del carceriere” ( Dio non abbandona mai i suoi ) .
Dopo poco, tramite alcune interpretazione di sogni, data prima al coppiere  poi al faraone, Il Signore liberò Giuseppe, lo portò sul trono d’Egitto, questi, divento vice re.
Da vice re, Giuseppe incontrò i suoi fratelli che andarono in Egitto per acquistare grano dietro una profonda carestia avventatosi sul loro paese.        
Giuseppe, avrebbe potuto usare violenza verso i suoi fratelli ma,  non lo fece,  Giuseppe era un uomo di fede e in quella circostanza fu investito di quella fede Divina la quale lo portò a perdonare.
 3.  UNA FEDE CHE  PERDONA  Gen.50:20
 L’uomo non sa perdonare, solo  la fede che Dio da  che spinge al perdono.
a. Coloro che si affidano nelle mani di Dio, accettano la Sua volontà Ap.13:10
b. Stefano Pieno di fede sa perdonare Atti 7:54-50  
c. Mosè Spinto dalla fede in Dio intercedette per il popolo presso Dio. Esodo 32:30-33.
      La fede Divina mortifica i rancore,  placa l’ira verso quelli che tendono di  farci del male. 1.Giv5:4;  
 Ormai Giuseppe in Egitto si era stabilito bene, era il vice re d’Egitto,  la sua famigli era con lui, insomma godeva di ogni beneficio, (stava in Egitto, ma non era un egiziano )   
Al di là di ogni prospettiva di benessere che Giuseppe poteva trovare in Egitto, nel suo cuore regnava sempre la promessa che Dio fece ad Abramo Isacco e Giacobbe suo padre, per tutto il tempo che esse, Giuseppe non smetteva di pensare a quella promessa fedele di Dio:     Gen.50:24Giuseppe disse ai suoi fratelli. io sto per morire, ma certo Dio vi visiterà, e vi farà salire da questo pese, nel paese che promise con giuramento ai nostri padri”.           
 Infatti in questo ultimo periodo della Sua vita, Giuseppe coltivava una fede che gli dava certezza  di un buon futuro.   vv.25  “Giuseppe disse ai suoi fratelli: Dio per certo vi visiterà allora porterete di qui le mie ossa”.
 4. FEDE che guarda  NEL FUTRURO
                                                Eb.11:22Per fede Giuseppe, quando stava per morire, fece menzione dell’esodo dei figli d’Israele e   diete disposizione circa le sue ossa” .
 Nel credente la paura del futuro non c’è, la fede Divina, sviluppa nel suo cuore la certezza di un futuro felice. Is.43:18 -22
 La fede nel futuro che Dio ci ha preparato supera di gran lunga ogni penuria. Ebr.13:5; 2Corinzi 4:17
a.  La fede Divina non ci porta a scoraggiarci davanti ai problemi Giobbe 19:27; Filippesi 4:6
b,. La fede ci porta ad avere vittoria sopra ogni circostanza Rom.8:32-40 1Giovanni 5:4
 Conclusione. Possiamo concludere con la certezza che il Signore sopperirà ad ogni nostro bisogno naturalmente se crediamo in Lui, crediamo per fede che il Signore convertirà il male in bene.   “Voi avete pensato di farmi del male ma l’Eterno ha convertito il male in bene”.                              
                                       Romani 8:28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.
 “It is a poor sermon that gives no offense; that neither makes the hearer displeased with himself nor with the preacher”.        
Predica meschina è quella che non arreca alcuna offesa, che non rende l’uditore né scontento di sé stesso né del predicatore.George Whitefield
Pastore Evangelico Cesare Turco
 
 
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Pubblicato da su 16/12/2012 in studio biblico

 

L CATTOLICESIMO PUÒ PORTARTI A GESÙ CRISTO IL SALVATORE? – di FILIPPO ADESSO

FILIPPO ADESSO
IL CATTOLICESIMO
PUÒ PORTARTI A
GESÙ CRISTO
IL SALVATORE?
 
A CHI È INDIRIZZATO QUESTO MESSAGGIO?
SE NON VOGLIAMO SPRECARE INUTILMENTE LA NOSTRA VITA, ci
conviene ascoltare Gesù Cristo il Salvatore che nella Sua Parola ci dice:
Che gioverà a un uomo se dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi
l’anima sua ? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua? Matt. 16:26.
Cercate prima il regno e la giustizia di Dio e tutte queste cose vi saranno date
in più. Matt. 6:33
Dunque Gesù nel suo grande amore che ha per noi, ci avverte e ci fa capire in
modo chiaro che: LO SCOPO DELLA NOSTRA VITA non è quello di conquistare
le varie ricchezze di questo mondo, che prima o poi periscono e che comunque si dovranno
lasciare; ma quello di CERCARE: le ricchezze eterne, cioè: LA VITA
ETERNA, che si ottiene solo accettando Gesù Cristo come personale salvatore.
Allora è conveniente chiedersi:
QUALE È LA RELIGIONE GIUSTA PER POTER CONOSCERLO E SEGUIRLO?
Ed ecco che ci risponde il Signore Gesù Cristo stesso, nel vangelo di Giovanni.
14:6 che ci dice in modo inequivocabile:
IO SONO la VIA, la VERITÀ e la VITA; NESSUNO VIENE al PADRE se non
PER MEZZO di ME.
Questo verso della Sacra Scrittura mette in evidenza e ci dimostra che l’affermazione
della dottrina cattolica che attesta: “solo nella Chiesa Cattolica vi è salvezza”
è contraria al insegnamento di Gesù e che quindi, come vedremo, non porta
alla salvezza ma alla perdizione eterna dell’anima.
Diciamo subito che lo scopo di questo scritto non è quello di fare polemica con
la Chiesa Cattolica, ma nasce dal desiderio sincero di:
ESSERE D’AIUTO:
• A coloro che cercano la Verità in “sincerità di cuore” per avere la salvezza
eterna dell’anima.
• E a quelle persone che da poco hanno preso a seguire il Signore secondo le
Sacre Scritture e che quindi hanno bisogno di essere confortati e consolidati nella
fede vera in Cristo Gesù.
Per questo chiedo al Signore di benedire quelle persone, che per il loro personale
interesse, leggeranno questo messaggio, affinché le semplici riflessioni esposte
possano essere per la salvezza della loro anima e per la gloria di Dio che è benedetto
in eterno.
Questa è la mia preghiera, a Gesù Cristo sia tutta la gloria..
– 3 –
 
QUANTE RELIGIONI CI SONO NEL MONDO ?
Sappiamo bene che nel mondo ci sono molte religioni; con nomi diversi, dottrine
diverse e riti diversi; ma “in sostanza” possiamo dire che le religioni sono solamente
due:
il CRISTIANESIMO e il PAGANESIMO; ad eccezione della religione ebraica
che non è né cristiana, né pagana, ma si tratta del popolo di Dio che non ha accettato
Gesù Cristo come Salvatore e perciò è andato in cattività nel mondo, ma che ora
il Signore sta richiamando a Se
Quindi col nome di “Paganesimo” possiamo denominare tutte le religioni non
cristiane, come gia fa il Nuovo Testamento, che chiama pagani tutti quelli che non
seguono il Signore secondo la Sua Parola.
Ora tra le tante religioni esistenti vogliamo interessarci di una in particolare,
quella più vicina a noi e quindi più insidiosa, che “pur non seguendo manifestamente
la Parola di Dio”, si arroga il nome di “cristiana” e anzi addirittura SI AUTODEFISCE:
<< La sola vera chiesa cristiana >>, ci riferiamo alla Chiesa Cattolica
Romana.
Questa sua affermazione ci impone di vedere e analizzare se questa è la verità
oppure sia una vera illusione o addirittura UNA MASCHERA per nascondere la
troppo “evidente assenza di cristianesimo”.
Si ritiene inutile fare uno studio minuzioso e profondo dell’argomento, perché
sappiamo bene che CHI CERCA LA VERITA’ in semplicità e soprattutto IN SINCERITÀ
DI CUORE per conoscere la VERITA’ della SALVEZZA in CRISTO
GESÙ allora anche questo poco che andremo ad esporre sarà sufficiente per dargli
luce ed aiutarlo a trovare la verità e la via della salvezza eterna della propria anima.
Se qualcuno non ha desiderio di cercare veramente la verità, ma SI LASCIA
CONDURRE CIECAMENTE dal Cattolicesimo, allora né questo scritto, né un profondo
lavoro, né migliaia di volumi lo potranno convincere perché giustamente diceva
“San Cipriano”: Far lume all’Orbo, parlare al Sordo, voler dare la sapienza a
una Bestia quando non può capire, e il Cieco non può vedere e il Sordo non può
ascoltare, significa lavorare inutilmente senza alcun risultato.
Siamo anche pienamente convinti che: anche se alla fine di questo libro sarà
evidente che la “chiesa cattolica è fuori dal cristianesimo”, certamente Essa non si
piegherà alla VERITÀ del VANGELO; al contrario il suo sentimento di “predominio
assoluto” è congenito nel suo spirito. Infatti poco prima del Concilio Vaticano
II, un giornale cattolico (Famiglia Cristiana) scriveva: Tutti auspicano che al Concilio
saranno presenti anche i Protestanti, ma non sarà un incontro su mezza strada
– 4 –
 
perché i Cattolici non possono concedere nulla sulla dottrina, ma sarà un ritorno
alla Chiesa Madre.
Come si vede: vogliono che i Cristiani evangelici, come il “figliuolo prodigo”,
dovrebbero andare ad umiliarsi davanti alla “Chiesa Madre” dicendo: “Perdonateci
abbiamo sbagliato”.
Questo è il vero spirito del Cattolicesimo: il “predominio assoluto e indiscusso!”.
Quanto a noi “cristiani evangelici osservanti”, se siamo premurosi a far conoscere
la Verità del Vangelo, non è perché desideriamo aumentare il numero delle
persone nelle nostre chiese e neanche per fare polemica; ma affinché ogni persona
di buona volontà possa conoscere la verità della salvezza in Cristo Gesù ed umiliarsi
davanti a Lui dicendogli: “Signore! Ho sbagliato fino ad oggi, ho peccato, ho
bisogno della salvezza che Tu mi hai acquistato morendo sulla croce”. Perchè è bene
che lo rimarchiamo che: “SOLO GESÙ CRISTO PUO’ DONARCI LA VITA
ETERNA E SOLO LUI È POTENTE A LIBERACI DAL REGNO DELL’ERRORE,
DEL PECCATO E DELLA MORTE ETERNA NELL’INFERNO”.
Purtroppo al “cattolico fariseo”, quello che segue ciecamente la dottrina cattolica
e s’illude di chiamarsi cristiano; che non vuole aprire la mente e il cuore per conoscere
la verità della salvezza che ci offre solo Gesù Cristo il Signore; questo libro
forse gli darà solo un poco d’impegno per studiarsi come confutare e contraddire
quanto stiamo dicendo. Ma come già detto, questo messaggio è indirizzato a quelli
che in sincerità e con spirito umile cercano la verità per la “propria” salvezza eterna.
A questi dimostreremo che, purtroppo, la Chiesa Cattolica è fuori dal cristianesimo
vero e perciò non può dare a nessuno la salvezza dell’anima e “NON PUO’
PORTARE NESSUNO A GESU’ CRISTO PER ESSERE SALVATO”.
Qualcuno ribatterà dicendo: “intanto essa si dichiara la vera chiesa cristiana”; ma
come ben sappiamo “il nome non vuol dire niente”.
Vi racconto un fatterello che mi accadde molto tempo fa:
Ero ancora giovane, e camminando per strada, incontrai un uomo che vendeva
dei pezzi di stoffa, che con la scusa che si era incendiato un deposito la vendeva
circa tre volte di meno del prezzo reale. Per convincermi mi mostrò che “c’era anche
il marchio” di una marca famosa. Non competente in materia e ancora senza esperienza
subito 1a comprai, pensando di aver fatto un affare. Quando la feci vedere ad
un amico sarto, subito mi disse: “Questa stoffa non è di quella marca e costa meno
di quanto l’hai pagata”. Ma guarda che c’è il marchio di quella fabbrica famosa, gli
replicai. Allora per dimostrarmi che “era un falso”, prese la stoffa, la strofinò dov’era
il marchio e questo subito si tolse, perché vi era solo stampato sopra. Per me, che ero
ignorante in materia, credetti che era veramente di marca; ma chi se ne intendeva
vide chiaramente che era un falso.
– 5 –
 
Cosi la chiesa cattolica si è dato il nome di cristiana e chi non conosce pienamente
la Sacra Scrittura e la volontà di Dio, la crede come tale. Chi invece conosce
la Sacra Scrittura e la volontà di Dio; o desidera conoscerla, vede in modo evidente
che essa è fuori dalla strada che porta al Dio vivente e vero.
Questo lo possiamo dimostrare in molte maniere: basterebbe osservare i suoi
vari riti, le cerimonie e le pratiche religiose, chiaramente NON VOLUTE dalla Parole
di Dio; anzi moltissime di esse sono la “continuazione identica di quelle pagane”.
Ad esempio: La dottrina del Purgatorio che si riscontra, in modi diversi, in
tutte le religioni non cristiane; quella del Limbo (che ora il Papa Ratzinger ha avuto
il coraggio di abolirlo perché falso). Lo stesso Papato non è una dottrina biblica, ma
la continuazione del Pontificato esistente nella religione dell’Impero Romano: Pietro
non è mai stato Papa! La declassificazione della Parola di Dio (la Bibbia), dando
più valore alla Tradizione. Questa non ha nessun valore giuridico, né biblico, né dottrinale;
ma serve solo per legittimare le varie dottrine che la Chiesa Cattolica ha introdotto
nel corso dei secoli, per sua comodità.
Gesù ci presenta la Bibbia come: UNICA AUTORITÀ di FEDE, di DOTTRINA
e di CONDOTTA.
Potremmo addurre molte altre prove della deviazione del cattolicesimo dalla
verità biblica, che è l’autorevole e unica parola di Dio, ma siccome:
<< CIÒ CHE CARATTERIZZA LE RELIGIONI NON CRISTIANE È L’IDOLATRIA>>
(l’adorazione e venerazione delle statue e delle immagini sacre), scegliamo
questo argomento che da solo ci mostra la verità.
– 6 –
 
IL NOME NON CAMBIA LA SOSTANZA
Abbiamo già detto che: “il MARCHIO che DIMOSTRA quali sono le RELIGIONI
NON CRISTIANE è L’ IDOLATRIA”.
Queste religioni, anche se imitano perfettamente il Cristianesimo, ne sono l’opposto.
Quindi se la vera religione cristiana ADORA SOLO DIO in spirito e verità,
senza statue e immagini, come prescritto dalla Parola di Dio, le altre religioni, essendo
il contrario, fondano il loro culto sulle statue e immagini; qualsiasi sia la
forma, la persona o le cose che esse rappresentano.
Questa semplice riflessione ci fa già capire che la Chiesa Cattolica ha solo il
nome di Cristianesimo.
Essa, come sappiamo, si proclama: “La vera chiesa cristiana”; invece possiamo
ben riscontrare, purtroppo, che questa è solo una presunzione e una maschera! In
pratica: è la ripetizione di quanto fa il Diavolo.
Infatti la Bibbia dice: “…SATANA stesso SI TRASFORMA IN ANGELO DI
LUCE. E dunque non è gran cosa, se ”I SUOI MINISTRI SI TRASFORMANO IN
MINISTRI DI GIUSTIZIA”, dei quali la fine sarà secondo le loro opere” (II° Cor:
11:I4,I5).
A che vale dunque dichiararsi chiesa Cristiana? Attribuendosi questo nome si
cambierà forse la sostanza? Certamente no, perché anche se il Diavolo si trasforma
in angelo di luce, rimane sempre il Diavolo, così anche il cattolicesimo, pur definendosi
cristiana, ne rimane sempre fuori.
Essa però per giustificarsi dice: È vero che nella Chiesa ci sono statue e immagini,
ma esse rappresentano persone sante e giuste, che hanno vissuto piamente e in
santità; mentre per il paganesimo le statue e le immagini rappresentano tutte altre
persone, animali o miti materializzati. Ebbene che cosa vuol dire questo? forse che
cambiando il nome alle statue cambierà la sostanza? Certamente no!
Oggi nel mondo siamo sommersi dalla contraffazione dei vari prodotti, tutto
viene imitato perfettamente da aziende poco serie; tanto che gli stessi Agenti di commercio
e gli Esperti, a volte, trovano difficoltà a riconoscere se quel prodotto è vero
o falso. Si crede d’aver acquistato un marchio famoso a poco prezzo: ma poi si scopre
che è un falso: “ha solo il nome di quel marchio famoso”.
Molto tempo fa, un amico cameriere, mi rivelò alcune astuzie del suo mestiere
e mi disse: a volte vengono dei clienti e chiedono cosa c’è da mangiare. Allora gli
elenchiamo i piatti pronti. Se questo menù non è di loro gradimento (siccome in un
ristorante non si possono tenere tante pietanze pronte) per non farne andare via il
cliente, “cambiamo il nome al piatto”, magari aggiungendovi qualche altro ingre-
– 7 –
 
diente o francesizzando il nome. Cosi credendo che sia una cosa nuova, accetta.
Quel povero cliente si illuderà di aver ordinato qualcosa di nuovo, senza sapere
che ha mangiato la stessa cosa che prima aveva rifiutato.
Cosi ha fatto il Diavolo con gli uomini: prima i Pagani credevano alle statue e
immagini che rappresentavano le varie divinità. Ad un certo momento, visto la superiorità
del cristianesimo, hanno preferito questa nuova religione. Ma Satana che
cosa ha fatto? “ha mascherato il paganesimo, cambiandogli il nome”.
Cosi gl’idoli una volta si chiamavano: Marte, Giove, Venere, ecc. ecc.; ora invece
li ha chiamati: Gesù, Maria, S. Paolo, S. Antonio, ecc. ecc.. Ma cambiando il
nome non è cambiata la sostanza. Perciò è avvenuto di loro come quei clienti al ristorante
che credendo di aver mangiato una cosa nuova, in realtà stanno mangiando
lo stesso piatto che avevano rifiutato.
Così quei poveri pagani, illudendosi di essere divenuti cristiani so1o perchè
hanno cambiato il nome dei loro idoli e della loro religione, stanno camminando
nella stessa via di prima e quindi la loro vita religiosa ora non è altro che una vera
illusione, l’inganno degli inganni e purtroppo, secondo la Sacra Scrittura, sono destinati
alla perdizione eterna della loro anima.
Sappiamo dalla STORIA che molti templi pagani sono diventate chiese cristiane
e molte immagini pagane ora hanno il nome di santi.
Il giornale “Il SOLE -24 ORE” del 27 Aprile 2003, a pagina 27 pubblicò un articolo
a firma di Giovanni Reale, con il titolo: “Nostra Signora del Nilo” e sottotitolo
“Le avventure di una dea che dall’Egitto è migrata, sotto mentite spoglie,
nell’iconografia cristiana”. Alla fine dell’articolo, l’autore, cosi scrive: A poco a
poco in epoca cristiana i templi di Iside vennero distrutti. L’ultimo nell’Isola File sul
Nilo fu chiuso nel 536 e trasformato in chiesa cristiana. Qualche STATUA DI ISIDE
come quella che riproduciamo, in cui veniva rappresentata con Oro (un bambino)
in braccio, venne TRASFORMATA IN STATUA DELLA MADONNA CON CRISTO
IN BRACCIO. In un concilio del 431 l’antico nome di Iside <<Madre di Dio>>
venne adottato come epiteto di Maria”… “La stessa cattedrale di Notre Dame deriverebbe
da un antico tempio sacro a Iside e lo stesso nome richiamerebbe la qualifica
principale della dea”.
Il giornale: IL MATTINO del 25-MAG-1993 riporta un articolo a firma di Eugenio
Mazzola, intitolato: “La Madonna, Minerva, Kali e i Padri della Chiesa”;
dal quale ne riportiamo solo qualche passo: <<…La “ VERGINITA’ >> delle dee
pagane…era già conosciuta attraverso le indiane Durga e Kali, le mesopotamiche
Ishtar e Militta, l’Astarte fenicia, la Tanit cartaginese, l’Artemide a l’Athena greche
– 8 –
 
etc. … Circa la <<Vergine>> e la << GRAN MADRE >> (o Madre Universale)
si procedette invece a una singolare fusione e in tal modo venne creata e poi canonizzata
l’attuale Madonna: Concilio di Efeso, anno 431 d.C. Va ricordato che il
culto di una Madre Universale o <<Madre cosmica>> è esistito da sempre nella
storia dell’umanità…<<le Madri col Bambino>> sono innumerevoli in ogni più
lontana epoca e in ogni parte del mondo…Le analogie – poi – fra la Madonna e le
dee asiatiche e pagane, manco si contano: Kali la Nera è la nostra <<Madonna
Nera>> del Santuario di Tindari (Messina); Athena Minerva è la <<Madonna del
Buon Consiglio>>; la Venere Sosàndra (Salvatrice degli uomini, cioè dei naviganti:
e pertanto, di regola scolpita nelle prue) è le nostre <<Madonne del Soccorso>>;
la <<Madonna delle Grazie>> di Benevento è la Tanit Cartaginese…la <<ASSUNZIONE
IN CIELO>> (di Maria) non è poi tanto dissimile da quella <<immortalità
celeste>> e da quel <<conseguire il Cielo>> che le millenarie tradizioni
azteco-nahua…nonché vediche ed estremo-orientale…conferivano a tutte le donne
che morivano nel partorire…”
Tutti ormai sanno che il 25 Dicembre era una festa pagana, dedicata all’Iddio
Sole. Con l’editto di Costantino i pagani furono invitati a diventare cristiani.
Successivamente Teodosio (denominato: “l’ultimo Cesare”) il 28 Febbraio del
380 emanò l’Ordinanza che sanciva la superiorità del cristianesimo sul paganesimo,
pose le basi per l’elevazione del cristianesimo a religione di stato e chiamò pazzi e
dementi chi non seguiva questa nuova religione.
Allora, per convenienza tutti i pagani diventarono CRISTIANI, ma SOLO DI
NOME, senza una vera conversione al Signore che è indispensabile per diventare cristiani,
com’è richiesto dalla Parola di Dio, Giov. 3:3. Quindi nel cuore e nella mente
rimasero pagani e come tali non potevano rinunciare alla festa del 25 dicembre. Per
questo motivo, per giustificare la celebrazione della festa, fu cambiato il nome e divenne
la festa della nascita del Sole di Giustizia (cioè: di Gesù Cristo) ma in sostanza
è la stessa festa pagana di prima, anche perché Gesù non è nato il 25
Dicembre, né sta scritto nella Bibbia di festeggiare la Sua nascita.
Quanto predetto non è una nostra interpretazione ma viene confermato dalla storia.
Il Sole 24 Ore del 19-06-2011 ha pubblicato un articolo, bellissimo, di Massimo
Firpo dal titolo, “Avere fede nei Santini” che nel presentare il libro di Ottavia Niccoli
dal titolo “ Vedere con gli occhi del cuore. Alle origini del potere delle immagini”,
Laterza Bari; riporta queste parole: Fu papa Gregorio Magno alla fine del VI
secolo, a decretare che la religione cristiana non doveva avere paura delle immagini,
simboli di un paganesimo che occorreva estirpare, ma poteva invece servirsene
per insegnare i contenuti della nuova fede anche a chi non era in grado di leggere.
Non più bollate come necessariamente empie, profane, superstiziose, le immagini
potevano diventare sacre, legittimarsi come Bibbia dei poveri e trasformarsi da re-
– 9 –
 
sidui del passato in strumenti di evangelizzazione e di insegnamento. A quella decisione
il cristianesimo dovette una ricchissima tradizione iconografica… hanno
dato vita a un patrimonio di immagini a prescindere dalle quali è difficile pensarla
e immaginarla: dare un volto a Gesù Cristo o al Padre eterno, collocare nello spazio
la crocifissione, pregare una Madonna che non sia vestita d’azzurro o di bianco,
ignorare che san Pietro detiene le chiavi del paradiso…(per brevità non lo riportiamo
tutto).
Riteniamo inutile citare altre testimonianze che attestano e confermano che riti,
templi, statue e madonne pagane ora hanno nomi cristiani.
Com’è facile rendersi conto, queste parole non le diciamo per spirito di contraddizione,
ma solamente per fare conoscere la verità, la vera via della salvezza
che è Cristo Gesu’ il salvatore.
Naturalmente non ci fermeremo solo su questi fatti per evidenziare la natura del
cattolicesimo, anzi abbiamo una conferma e una condanna molto eccellente: Ciò
che Iddio dice nella sua Parola..
La Parola di Dio, la Bibbia, è e deve essere autorità suprema per tutti gli uomini
perché Iddio è autorità suprema. Quindi facciamo parlare il Signore per mezzo della
sua Parola, “senza torcerla”, “senza stiracchiarla”, “senza scuse” e “senza aggiustamenti”
z, ma la faremo “tagliare dritta per quello che dice effettivamente” e in questo
modo conosceremo la verità e vedremo che quanto detto qui viene
meravigliosamente confermato dalla Parola di Dio.
– 10 –
 
GLI IDOLI VISTI DALLA SACRA CRITTURA
La Sacra Bibbia è la PAROLA di DIO e con essa il Signore ci parla e ci fa conoscere
la Sua volontà; ciò che dobbiamo fare e ciò che non dobbiamo fare, se vogliamo
essere suoi figliuoli ed essere con Lui nel cielo per tutta l’eternità
I versi della Bibbia che vengono citati sono stati presi dalla versione: “La Sacra
Bibbia, Nuova Riveduta”, edita dalla Società Biblica di Ginevra. Ognuno può controllarli
con qualsiasi altra traduzione perché la Bibbia è una e il suo messaggio è
unico; cambia solo il modo di esprimersi dei vari traduttori.
Esaminiamo quindi cosa dice la Parola di Dio:
Il secondo dei dieci comandamenti che Iddio diede a Mosé dice: NON FARTI
SCULTURA NE’ IMMAGINE ALCUNA delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù
sulla terra o nelle acque sotto la terra. NON TI PROSTRARE DAVANTI A LORO
E NON LI SERVIRE, perché Io, il Signore, il tuo Dio, sono Dio geloso; punisco …
(Es 20: 4,5).
Questo insegnamento viene ribadito in tutta la Sacra Scrittura, ma per brevità,
tra i tanti versi, ne riportiamo solo alcuni:
Non vi rivolgete agli idoli e non vi fate degli dèi di metallo fuso. Io sono il Signore
vostro Dio. ( Lev. 19: 4 ).
Non vi farete e non metterete in piedi né idoli, né scultura, né monumenti. Nel
vostro paese non rizzerete pietre scolpite per prostrarvi davanti a loro; poiché io
sono il Signore vostro Dio. ( Lev.26: 1 ) .
. . . distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di metallo
fuso… (Num.33:52)
Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso. Cosa abominevole
per il Signore, opera di un artigiano, e la pone in luogo occulto! E tutto il popolo
risponderà e dirà Amen. (Deut.27:15).
I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo. Hanno bocca e non
parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno naso e non
odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non
emette alcun suono. Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.
(Salmo 115: 4-8. Nelle Bibbie cattoliche è il Salmo 113:4-8)
Quelli che fabbricano immagini scolpite sono tutti vanità; i loro idoli più cari
– 11 –
 
non giovano a nulla; i loro testimoni non vedono, e non capiscono nulla perché essi
siano coperti di vergogna.
Chi fabbrica un dio o fonde una immagine che non serve a nulla? Ecco tutti
quelli che vi lavorano saranno coperti di vergogna e gli artefici stessi non sono che
uomini!
Si radunino tutti, si presentino!… Saranno spaventati e coperti di vergogna tutti
insieme.
Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma l’idolo a colpi di martello e lo
lavora con braccio vigoroso; soffre perfino la fame e la forza gli viene meno; non
beve acqua e si affatica.
Il falegname stende la sua corda, disegna l’idolo con la matita, lo lavora con
lo scalpello, lo misura con il compasso, ne fa una figura umana, una bella forma
d’uomo, perché abiti una casa Si tagliano dei cedri, si prendono degli elci, delle
querce, si fa la scelta tra gli alberi della foresta, si piantano dei pini che la pioggia
fa crescere. Poi tutto questo serve all’uomo per fare fuoco, ed egli ne prende per riscaldarsi,
ne accende anche il forno per cuocere il pane; e ne fa pure un dio e lo
adora, ne scolpisce un’immagine, davanti alla quale si inginocchia.
Ne brucia la metà nel fuoco, con l’altra metà prepara la carne, la fa arrostire
e si sazia. Poi si scalda e dice: Ah! Mi riscaldo, godo a veder questa fiamma! Con
l’avanzo si fa un dio, il suo idolo, gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli
dice: Salvami perché tu sei il mio dio!
Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro gli occhi perché
non vedano, e il cuore perché non comprendano. Nessuno rientra in sé stesso e ha
conoscimento e intelletto per dire: Ne ho bruciato la metà nel fuoco, sui suoi carboni
ho fatto cuocere il pane, vi ho arrostito la carne che ho mangiata; con il resto
farei un idolo abominevole? Mi inginocchierei davanti a un pezzo di legno?
Un tal uomo si pasce di cenere, il suo cuore sviata lo inganna al punto che non
può liberarsene e dire: Ciò che stringo nella mia destra non è forse una menzogna?
(Isaia 44:9-20)
A chi dunque mi vorresti assomigliare, a chi sarei uguale? dice il Santo.
(Is. 40:25).
Essendo dunque discendenza di Dio. Non dobbiamo credere che la divinità sia
simile a oro, ad argento, o a pietra scolpita dall’arte e dall’immaginazione umana.
(Atti 17: 29).
…essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito
la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno, Amen. Rom. 1:25.
– 12 –
 
Quando il Signore verrà nella sua gloria a giudicare le genti, allora per lo
spavento, sentite ancora la Bibbia cosa dice:
In quel giorno, gli uomini getteranno ai topi e ai pipistrelli gli idoli d’argento
e d’oro, che si erano fatti per adorarli; ed entreranno nelle fessure delle rocce e nei
crepacci delle rupi per sottrarsi al terrore del Signore e allo splendore della sua
maestà, quando egli sorgerà per far tremare la terra: (Is. 2: 20,21).
Questi sono solo alcuni, fra i tantissimi passi della Bibbia, che parlano contro
il culto reso alle statue e immagini e quindi si ritiene inutile riportarne altri, essendo
estremamente chiari.
E’ da notare e da prendere atto che: DIO HA PROIBITO nel modo più assoluto
“ LE STATUE E LE IMMAGINI “.
Infatti Egli non ha detto che quelle che rappresentano Gesù, Maria, S. Paolo,
S. Pietro, S. Giovanni ecc. ecc. si possono fare, mentre quelle che rappresentano
Baal, Astante. Marte Giove, il sole, la luna , la natura ecc. ecc. sono proibite. No!
Per il Signore non è il nome che conta ma la sostanza; per questo “ ha proibito le
statue e le immagini “, qualsiasi cosa esse rappresentano o qualsiasi nome hanno,
perché per Lui hanno tutte lo stesso valore: “sono idolatria”, cioè PAGANESIMO,
il quale porta alla perdizione eterna dell’anima
Anche Gesù Cristo volle essere estremamente chiaro nell’insegnare come adorare
Dio; ascoltate le sue parole: Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.
Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità (
Giov. 4:23, 24 ).
Quindi la Bibbia denuncia in modo veramente chiaro e netto che: anche se il
cattolicesimo si proclama cristiana, in realtà ne è purtroppo fuori.
Naturalmente essa non si arrende neanche all’autorità della Parola del Signore.
Invece sospinta dall’astuzia del serpente antico, il Diavolo, comincia a trovare
delle scuse che in fondo sono solo una falsa giustificazione e una via di sfuggita.
Però bisogna tenere conto che quando Adamo ed Eva peccarono e per giustificarsi
trovarono delle scuse, Dio non li assolse affatto, anzi li condannò irrevocabilmente,
perché le scuse possono ingannare gli uomini ma non Iddio. Perciò anche se la
Chiesa Cattolica, per rimettersi sotto la maschera di cristianesimo, precisa che “le
statue non le adora ma li venera“ e che “rivolgendosi alle statue e alle immagini non
si rivolge ad esse ma quello che rappresentano”; insomma anche se in teoria cerca
di eliminarle quando più è possibile, questo non cambierà. nulla davanti a DIO e perciò
viene condannata nella stessa maniera di Adamo ed Eva. Sopra di lei pesa la re-
– 13 –
 
sponsabilità di tante anime mandate all’inferno a motivo dei loro falsi insegnamenti;
ma: Essi ne riceveranno maggiore condannazione, dice Gesù. (Maro 12:40 )
Per quelle persone che in sincerità di cuore cercano il Signore e vogliono veramente
fare la Sua volontà, questi passi citati della Sacra Scrittura parlano molto
chiaro a riguardo delle statue e immagini e SINTETIZZANDO quello che abbiamo
letto, notiamo che DIO:
1. Li “proibisce” nel modo più assoluto. (Es. 20: 4, 5)
2. “Comanda” di distruggerli; (Num. 33:52.)
3. Maledice “l’uomo che li fa e quello che li adora.” (Deut. 27:15)
4. Sono una cosa “abominevole” al Signore. (Deut .27:15)
5. Sono una cosa “inanimata” :non solo loro, ma pure; chi le fa; e chi li adora.
Salmo 115: 4,8)
6. Sono urna cosa “ridicola”. (ls. 44:9-20).
7. Tutto rappresentano fuorché Dio (Is. 40:25)
8. Essi finiranno all’immondezzaio (Is. 2:20)
Da questo risulta chiaramente che quelli che li adorano o li venerano finiranno
all’inferno.
– 14 –
 
GLI IDOLI VISTI DAI PADRI DELLA CHIESA
I Padri della chiesa sono scrittori cristiani dei primi secoli del cristianesimo che
secondo la classica definizione del Mabillon, (hanno) “dottrina eminente, santità di
vita, antichità, riconoscimento esplicito o tacito della chiesa (cattolica)”. Tali sono
per esempio: S. Ignazio di Antiochia, S. Giustino, S. Ireneo, S. Cipriano, ecc. “Coloro
invece che eccellono soltanto per dottrina e antichità sono detti semplicemente
“scrittori ecclesiastici”, come: Tertulliano, Origene, Lattanzio, Eusebio, ecc. (da “Dizionario
di Teologia Dommatica” ed. Studium, Roma IV edizione; di Parente-Piolanti-
Garofalo).
Ho riportato questa citazione per evidenziare che i Padri della chiesa e gli Scrittori
ecclesiastici sono riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, e sono considerati come
fondamento della loro fede.
Interpelliamo allora questi primi grandi personaggi della fede cristiana e vediamo
come loro consideravano le statue e le immagini.
Tutti i passi che vengono qui riportati sono stati presi dalla “Collana Patristica”
(edizione Cattolica).
Ora facciamo una semplice prova e cioè: tutti sappiamo che al tempo che i padri
della chiesa hanno scritto, gli idoli pagani venivano chiamati: “Dèi” indicando con
questa parola uomini e donne in un posto intermedio: “al disopra dell’uomo normale
e al disotto di Dio”. Oggi sappiamo che i cosiddetti santi dei Cattolici hanno lo stesso
posto degli Dèi (al disopra dell’uomo normale e al disotto di Dio), solamente che allora
si chiamavano: “Dèi”, mentre ora, avendo cristianizzato il nome si chiamano
“Santi”. Quindi, siccome negli scritti dei Padri della Chiesa troveremo la parola
“Dèi” per designare gl’idoli; noi la sostituiamo con il nome moderno, cioè: “santo”,
e vedremo come il loro discorso risulterà proprio contro i santi!:
Leggiamo dalla Lettera a DOGNETE:
 
VANITÀ DEGLI IDOLI
1) Su dunque, purificato te stesso da tutti i pensieri che prima occupavano la tua
mente, e smessa la consuetudine che ti ingannava e divenuto, come in origine,
uomo nuovo, giacché vuoi divenire, come tu stesso hai detto, uditore di una novella
dottrina, vedi, non so1o con gli occhi, ma anche con il pensiero, di che sostanza
e di che forma siano quelli che dite e credete santi (L’autore scrive ad un
certo Dognete che desidera conoscere la religione cristiana. Se ora c’è qualche
cattolico come Dognete che desidera conoscere la Verità ascolti ancora quanto
dice appresso).
2) Questo non è forse pietra, simile a quella che si calpesta? L’altro è rame non
migliore dei tanti vasi di rame fabbricati per nostro uso; l’altro è legno già anche
– 15 –
 
marcio; l’altro ferro consumato dalla ruggine, l’altro è terracotta niente più nobile
di quella modellata ai più bassi usi.
3) Tutto ciò non è corruttibile materia? Non è stato fabbricato con il ferro e con il
fuoco? Questo non fu formato da uno scultore in pietra, l’altro da un bronzista,
l’altro da un argentiere, l’altro da un ceramista? Prima che per le arti di costoro
prendessero forma di santi, ognuno di essi non era stato dai singoli artefici,
e ciò anche ora, trasformato? Non potrebbero forse, tutti i vasi della stessa
materia divenire simile a questi, se venisse in mente agli stessi artefici ?
4) Ed al contrario, questi che sono da voi ora adorati non potrebbero essere trasformati
dagli uomini in vasi simili a tutti gli altri? Non sono tutti sordi,non
sono ciechi? non sono inanimati? non sono insensibili? non sono immobili?
non marciscono tutti? non si corrompono tutti?
5) Questi chiamate santi, a questi servite, questi adorate; ad essi anzi vi rendete del
tutto simili.
6) Per questo odiate i cristiani (quelli veramente evangelici), perché non li credono
santi.
7) Infatti, voi credete e siete persuasi di onorarli, non li disprezzate più di essi? e
piuttosto non li irridete e ingiuriate, mentre quelli di pietra e di terracotta li venerate
senza custodia, quelli d’argento e d’oro di notte tenendoli chiusi, e di
giorno ponendo vicino dei custodi perché non siano trafugati?….
10) Riguardo dunque il non essere asserviti i Cristiani (quelli che restano fedeli
alla verità del Vangelo) a “tali santi” molte altre cose avrei da dire, se però
a qualcuno non sembrasse abbastanza questo, ritengo inutile dire di più.
da (“LETTERA A DOGNETE E DOCUMENTI SUI PRIMI TRE SECOLI
DEL CRISTIANESIMO” N. 39; pagg. 38-42. Ed. Società Apostolato Stampa).
Ascoltiamo ora San CIPRIANO:
(In questo capitolo l’autore parla singolarmente perché si rivolge ad una persona
determinata; noi lo vogliamo portarlo al plurale per rendere il discorso attuale).
Aut…Aut…
14 – E se i vostri santi hanno qualche potere, sorgano essi stessi a vendicarsi, a
difendersi con la loro potenza. Ma quale aiuto possono dare i vostri santi ai loro adoratori
se non valgono a pigliar vendetta di quelli che li disprezzano? E poi, se è vero
che il vendicatore è superiore al vendicato, voi siete da più dei vostri santi, e se dappiù
non dovete essere voi a “venerarli” ma essi a prestarvi venerazione. Così voi difendete
le offese ai vostri santi allo stesso modo che li tenete chiusi e custoditi nel
Tempio (o Chiesa) perché non si perdano. Vergognatevi di adorare i santi che difendete;
vergognatevi di aspettare aiuto da quelli che hanno bisogno di aiuto da voi.
– 16 –
 
Nel testo che segue San Cipriano dichiara (come già afferma la Sacra Scrittura
e qui l’argomento lo trattiamo al capitolo: “Chi si adora adorando gli idoli”) che dietro
gli idoli che si adorano o si venerano, si nasconde il Diavolo e gli spiriti maligni,
gli stessi che tormentano i posseduti e che vengono allontanati mediante la preghiera
fatta dai veri cristiani nel nome di Gesù Cristo
– 17 –
 
SANTI SONO RIDICOLI
15- Oh! se li sentiste e li vedresti i vostri santi quando noi esorcizziamo, allora
sono torturati da spirituali flagelli e fuggono dai corpi degli ossessi sotto il tormento
delle parole, quando mugghiando e piagnucolando con voce umana e sotto
le percosse e i colpi della divina potenza, confessando che ha da venire il giorno del
giudizio. Venite a vedere e imparate com’è vero quel che dico. E giacché sono proprio
essi quelli che voi adorate, dovete credere alle parole; o se volete credere a voi
stessi quel demone che v’infesta e ha accecato la vostra intelligenza con le tenebre
della ignoranza, parlerà per la vostra stessa bocca se voi gli darete ascolto. Vedrete
allora che noi cristiani (adoratori dell’unico Dio) siamo pregati da quelli che voi
pregate, temuti da quelli che adorate; vedrete a noi soggetti, nostri prigionieri, di
noi paurosi, quelli che voi rispettate e “venerate” come vostri padroni. Ma evidentemente,
vi potrete convincere dei vostri errori soltanto quando potrete vedere e
ascoltare i vostri santi incalzati dai nostri scongiuri rivelare quello che sono in realtà,
e alla nostra presenza, svelare pure alla vostra presenza le loro magie e i loro
trucchi.
16)- Che stupidaggine, che pazzia cieca e stolta è rifiutarsi di uscire alla luce
dalle tenebre! ricettare la speranza dell’ immortalità mentre si è schiavi dell’eterna
morte; non voler temere il Dio che minaccia: “Chi sacrifica agli altri dii all’infuori
dell’unico Signore, sarà sradicato”. E ancora: Hanno adorato le opere delle loro
mani, e dinanzi a quelle si sono incurvati e umiliati, ed io non li abbandonerò? Perché
dunque vi umiliate e vi prostate davanti ai falsi dii? perché vi curvate come uno
schiavo davanti alle statue fatte di terra? Iddio vi ha creati diritti e mentre tutti gli
altri animali li ha creati proni e con la faccia verso terra, voi solo avete il corpo diritto
e la fronte in alto rivolta al cielo, a Dio. Lì alzate il vostro sguardo, lì fissate i
vostri occhi; cercate Dio nei cieli. Se non volete cadere nell’inferno, levate in alto,
nel cielo, il vostro cuore. Perché volete strisciare per terra, fatalmente, insieme al
serpente che adorate ? perchè precipitare insieme a Satana nella sua stessa rovina?
Mantenetevi alle altezze per le quali siete stati creati; siate sempre quel che Iddio
vi ha fatti.
Levate la vostra anima in alto, cosi come portate alto il capo. Abbandonate
gl’idoli (le statue e le immagini),”inventati dalla cretineria dell’uomo”. Credete in
Cristo, mandato dal Padre per darci vita e la libertà. Finitela di perseguitare i cristiani
(i veri adoratori di Dio in spirito e verità) perché li difenderà la divina vendetta.
(da: “TRATTATI e LETTERE SCELTE” di S. CIPRIANO N. 8 pagg. 223-225.
Ed. Istituto Missionario – Pia Società S. Paolo. II° edizione}.
Ed ora ascoltiamo SAN GIUSTINO:
– 18 –
 
E NON ONORANO GLI IDOLI
Certo non con la moltitudine dei sacrifici, nè con serti di fiori onoriamo gl’idoli
che gli uomini foggiarono e drizzateli nei loro Templi, chiamarono santi, perché
sappiamo che sono cose inanimate e morte e “non hanno carattere di divinità”. Non
ammettiamo che Iddio abbia quella figura, che taluni affermano di aver riprodotta
a scopo di culto e riteniamo invece che essi riproducono i nomi e le sembianze di
quegli spiriti maligni che comparvero già. Che bisogno c’è di dire a voi – ben lo sapete
– quali opere foggino li artefici, levigando, tagliando, fondendo e battendo la
materia? Spesso da spregevoli arnesi, solo cambiando ad essi con arte la figura, formano
quelli che chiamano santi. Tutto questo non solamente lo reputiamo irragionevole,
ma offensiva a Dio, il cui nome — mentre Egli possiede gloria e forma
ineffabile – si impone a cose corruttibili, bisognose d’opera umana. E che gli artefici
di questi santi sono inverecondi e praticano ogni iniquità senza che io le enumeri
particolarmente, voi lo sapete; corrompono perfino le giovanette che li aiutano
nei lavori. Oh demenza! Dire che uomini lascivi foggiano santi (e noi aggiungiamo
Madonne e Crocifissi) per adorarli, e i santi (Madonne e Crocifissi) trasformano la
materia e siffatta gente si ponga a custodia dei templi dove questi Santi sono esposti!
Non comprendete che è una scellerataggine anche il pensare ed il dire che degli
uomini siano guardiani dei Santi?!
Da ( “LE DUE APOLOGIE M di S .GIUSTINO”, N.9, capo nono, Pagg. 27-
28. Ed. Istituto Missionario – Pia Società S. Paolo. II° edizione}.
Per brevità, mi limiterò ad riportare solo qualche altro brano dall’Apologetico di
Tertulliano. Sarebbe bello riportare tutto il suo discorso, in cui si riscontra che il
Cattolicesimo è 1o stesso Paganesimo di quello di ieri; ma ne sceglierò soltanto alcuni
passi più chiari per noi.
Cosi scrive TERTULLIANO:
LA DEIFICAZIONE UMANA
11) E non osando negare che i vostri santi sono stati uomini, pur di reputarli
santi avete deciso di sostenere che sono stati trasformati in santi dopo la loro morte.
Esporrò ora 1e ragioni che annullano una tale affermazione… Prima di tutto è necessario
che ammettiate l’esistenza d’un qualche dio più sublime degli altri, datore
della divinità, che abbia trasformato degli uomini in santi, altrimenti non avrebbero
potuto assumere da se stessi la divinità che non avevano, né un altro dio
avrebbe potuto darle a chi non l’aveva se egli stesso non l’avesse posseduta… Se non
vi fosse un deificatore sarebbe vana la vostra presunzione sulla loro deificazione,
una volta che ne avete tolto 1′ autore. Difatti se avessero davvero avuto in sé stessi
il potere di deificarsi, non si sarebbero mai fatti uomini avendo la facoltà di crearsi
una condizione migliore. Dunque, se sussiste un deificatore rivolgo la mia indagine
– 19 –
 
sulle ragioni d’una tale elevazione umana nel novero dei Santi; ma non trovo nessuna
tranne che questa: “Quel grande Dio ha avuto bisogno di ministri e di aiuti nel
disimpegnare le sue divine funzioni. Ora, sarebbe cosa indegna se avesse avuto bisogno
dell’opera d’altri e in particolar modo d’un morto, perché se in seguito gli
fosse stato necessario l’aiuto di’un morto sarebbe stato più decoroso per lui crearsi
da principio un dio come aiutante… Ma non vedo in quale opera gli fosse necessari”;
….
INSENSIBILITA’ DEI SANTI
12) Basta su tale argomento. So bene che quando avrò dimostrato quello che i
santi sono, l’evidenza stessa dei fatti mi dimostrerà ciò che essi non sono.
Ora nei vostri Santi non vedo altro che nomi di antichi morti, non odo che favole,
e constato che il vostro culto è derivato proprio da questi racconti favolosi.
Persino nei loro simulacri non trovo altro che materia, comune a quella dei vasi
e degli arnesi ordinari, o quella stessa che previene da questi vasi e arnesi, quasi che
“l’atto consacratorio” ne abbia mutato il destino, e l’arbitrio dell’artefice l’abbia
trasformata con un processo quanto mai ingiurioso e con un lavoro talmente sacrilego,
che persino a noi, tormentato per causa loro, può essere di sollievo nelle nostre
pene il pensiero che anch’essi, per divenire santi, abbiano dovuto soffrire gli
stessi supplizi.
Voi affiggete i Cristiani alle croci ed ai pali: e quale simulacro non fu applicato
a simili macchine, quando l’artista lo formò d’argilla?
Il corpo d’un vostro santo viene consacrato su un patibolo! Con unghie di ferro
lacerate i fianchi dei Cristiani: ma sulle membra dei vostri santi (sulle statue e immagini)
in un modo ancora più atroce, sono menate le asce, le pialle e le raspe. Noi
porgiamo il capo al carnefice: Ma anche i vostri santi sono senza testa, prima che
sia loro applicata col piombo, con la colla e con i chiodi.. ci fate divorare dalle
fiamme; anche i vostri santi hanno sofferto quanto si trovavano conglobati nella
massa informe.
Ci condannate alle miniere; ma proprio da queste si cavano i vostri Santi.
Ci relegate nelle isole: ma anche un’isola può essere la culla, la tomba di qualche
vostro Santo.
Se uno diventa santo in questo modo, allora i puniti sono deificati ed i supplizi
dovranno chiamarsi tante apoteosi.
Ma state tranquilli i vostri santi sono insensibili a gli oltraggi e a gli insulti
della loro manifattura; come pure ad i vostri omaggi.
…Oh voci blasfeme! Oh sacrileghi oltraggi! Digrignate pure i denti, buttate
fuori la schiuma…..
Se dunque non adoriamo le statue e le gelide immagini, somigliantissime ad i
loro morti, che gli sparvieri, i topi ed i ragni ben conoscono, non meriteremmo forse
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lode più che punizione per aver ripudiato un errore, appena l’abbiamo conosciuto?
e come possiamo sembrare offensore di esseri la cui non esistenza (come divinità)
è più che certa?
Quello che non esiste non riceve ingiurie da nessuno, appunto perché non esiste.
I SANTI SONO STATUE
Ci dite: -Ma per noi sono Santi.
Perché dunque vi mostrate così empi, sacrileghi e irreligiosi verso i vostri Santi?
Pretendete che esistano e li dimenticate; li temete e li distruggete; li difendete persino
e ve ne burlate.
Sentite un poco se mentisco. Innanzi tutto adorando voi chi un Santo, chi un
altro, offendete quello a cui non prestate alcun culto. Non si può dare la preferenza
ad uno senza menomare 1 ‘altro, perché non vi è scelta senza rifiuto. Dunque, voi
disprezzate quelli che scartate e non temete di offendere quelli che ripudiate. … (Tertulliano
continua col descrivere la mercanzia che si fa degli idoli, infatti dice:)
Si accede al Campidoglio (nelle chiese) come al mercato delle erbe e la divinità
viene aggiudicata al miglior offerente” (Voglio far notare che questo modo di fare
è ancora attuale; infatti, in diversi luoghi prima di far uscire il Santo in processione,
si fa all’asta; e a chi più offre viene aggiudicata la statua da portarla in processione).
Poi continua col dire: La maestà divina diviene oggetto di mercimonio, la religione
mendicante va accattando per bettole.
(da “APOLOGETICO” di Tertulliano N. 48, pagg. 8l,82,86-9. Edizione Paoline).
Questi passi che abbiamo citati sono stati scritti nei primi secoli del Cristianesimo
da veri Cristiani, non di nome ma di fatto. Ed è per questo che concordano meravigliosamente
con la Parola di Dio nel condannare l’ idolatria, cioè, le statue e le immagini.
Essi scrissero quando il “paganesimo non era mascherato” e quindi leggendoli
ci sembravano scritti contro il paganesimo di allora. Ma ci è bastato sostituire nei
loro discorsi solo il nome degli idoli, con quello che hanno attualmente dato i cattolici
alle statue ed immagini, << santi >>, per smascherarli e per rivelare che i discorsi
dei Padri della Chiesa sono attuali come allora, o meglio, per apparirci come
fossero scritti proprio per i cattolici romani. Anche da questo vediamo chiaramente
che il nome non cambia la sostanza” e quindi le statue e le immagini cattoliche romane
sono le stesse di quelle di allora.
Perciò il cattolicesimo è condannato, come religione non cristiana, anche da
quelli che essi presumono di considerarli come fondamento della loro fede, cioè:
i Padri della Chiesa.
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GLI IDOLI E I MIRACOLI
Purtroppo molte persone serie e sincere sono sedotte dall’idolatria cattolica per
il semplice fatto che hanno visto o hanno sentito dire che alcune statue o immagini
hanno fatto dei miracoli, hanno pianto, ecc. ecc. e per questo, non conoscendo la
Sacra Bibbia, sono disposte a credere ad esse, pensando che queste sono diverse da
quelle dei pagani, appunto perché hanno fatto dei miracoli. Non vogliamo negare
che il miracolo si sia verificato, ma desideriamo evidenziare che anche se sia realmente
accaduto, questo non avvalora niente. E sapete perché? le statue dei pagani
di allora facevano lo stesso di quelle dei cattolici. Infatti:
• Nel “Dizionario Critico delle Reliquie e delle Immagini Miracolose ” in tre volumi,
Paris l82I, Collin de Plance, con amplia esemplificazione mostrava e diceva
che “LI IDOLI PAGANI SANGUINAVANO COME I NOSTRI
CROCIFISSI” (Cap.1, Pag.18). E ancora: “anticamente le immagini EMETTEVANO
SANGUE, PARLAVANO, ECC…. Ne sono state distrutte molte durante
la rivoluzione senza che abbiano mostrato il minimo sentimento” (Vol. .1,
Pag.436 ).
• Nell’opera di E. B. Taylor; stampato nel 1871, con ripetute edizioni e traduzioni,
dal titolo “Civiltà primitiva” ( II° Vol. Cap. l4 “Animismo”), troviamo
queste notizie: “Quando il primo missionario cristiano: Dietrich (sec. XIII), rovesciò
le statue degli idoli Estoni, questi si meravigliarono nel vedere che esse
non sanguinavano”. (Evidentemente il fenomeno era già avvenuto prima).
• La statue d’Apollo nel famoso Tempio di Delfi “trasaliva” quando la Pitonessa
(cioè: la Sacerdotessa) stava per emettere un oracolo. Vi era una folla di altre immagini
che …”Piangevano e sudavano”….
• Nella “Storia dello Spiritualismo Sperimentale” di C. Bandi de Vesme, a pag.
430 vengono rievocati i casi classici riferiti dagli storici romani e greci: di SUDORI
misteriosi della statua di Ercole a Tebe al momento della battaglia di
Leuttra (IV sec. Avanti Cristo) e di quella di Apollo di Veropolis; di tutte le statue
di Tebe prima della battaglia di Filippi (42 A.C) e di quella di Orfeo, quando
Alessandro Magno intraprese la guerra d’Asia: che tutte SUDARONO profusamente
in momenti di orgasmo della popolazione. Lo stesso avvenne con la effigie
marmorea di Marte sulla via Appia al momento della seconda guerra
punica.
Tutte le statue degli Dei SUDARONO SANGUE dopo la terribile sconfitta di
Canne… (G. Boissier “Storia di Roma antica”»; “uno dei più grandi prodigi
della guerra fra Cesare e Pompeo fu che una statua di Roma SUDO’ durante tre
giorni”; e che “un poco prima dell’assassinio di Giulio Cesare le statue avevano
SUDATO E PIANTO” (Dione: libro 11°; da “Luce sul mistero”).
In un articolo apparso sul giornale “la Repubblica“ del 06-04-1999 è riportato
– 22 –
 
un articolo che nel leggerlo, qualcuno faticherà a crederci.
Il titolo è: “STIMMATE SPESSO FALSE” s.o.s. su Radio Vaticana, e sottotitolo:
Il gesuita parapsicologo (dice che): succede nei periodi di crisi religiosa. Padre
Pilon: “frutto della superstizione”.
Ne riportiamo alcuni passi:
Basta con le madonne che piangono, il fiorire delle stimmate, gli show delle
possessioni diaboliche e dello spiritismo. Josè Maria Pilon, gesuita e parapsicologo,
si è stancato di questa paccottiglia e lo ha proclamato ad alta voce.
Potrebbe essere un’opinione come le altre. Ma padre Pilon queste cose le dice
dai microfoni della Radio Vaticana e allora è segno che la gerarchia cattolica si sta
inquietando per la ricerca maniacale di manifestazioni soprannaturali. Occultismo
e Cristo non vanno d’accordo.
Pilon, autore di numerosi libri che indagano sulle manifestazioni apparentemente
soprannaturali, spiega che nelle grandi epoche di crisi religiosa l’uomo sente
disperatamente il bisogno di aggrapparsi a qualche cosa, di avere qualcosa che
sia al disopra di lui. E allora intervengono provvidenziali madonne ed altre apparizioni…
.
Padre Pilon, alla Radio vaticana, non ha fatto riferimento ad esempi specifici
italiani, nemmeno alla Madonna di Civitavecchia che lacrima sangue di maschio.
Si è limitato a riferire ciò che aveva potuto verificare personalmente, in Spagna,
dove TUTTI I CASI DI MADONNE PIANGENTI <<ALLA FINE SI SONO DIMOSTRATI
FALSI, cioè provocati artificialmente>>. Ultimo un caso a Granata, in Spagna,
che si è dimostrato <<fraudolente>>.
Anche sulle stimmate spesso esibite il gesuita ha i suoi dubbi ( d’altronde la
Chiesa stessa limita il suo riconoscimento a rarissimi casi )…
Insomma certe stimmate, anche se in buona fede, possono venire semplicemente
per effetto nevrotico o di fenomeni parapsicologici. E qui il pensiero corre subito al
caso di Padre Pio le cui stimmate infatti sparirono al momento della sua morte.
Cosa che preoccupò i superiori del convento di San Giovanni Rotondo, che in primo
momento tentarono di tenere nascosto il fatto e poi scelsero la tesi di un” SECONDO
MIRACOLO”. Delicatamente padre Pilon ha voluto evitare di indicare casi precisi…
.
Potremmo continuare a citare altri casi, ma credo che queste notizie siano sufficienti
a dimostrarci che “ciò che si verifica oggi nelle statue cattoliche si è verificato
già in quelle dei pagani di ieri”. Ed è logico che sia così perché: che differenza
c’è tra le statue di ieri da quelle di oggi se non solo il nome? Ma come ormai sappiamo
“il nome non cambia la sostanza” e quindi: paganesimo era ieri e lo stesso è
oggi.!
Ora aldilà di queste testimonianze storiche, vediamo soprattutto ciò che dice la
Bibbia:
• Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti annunzia un
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segno o un prodigio e il segno o il prodigio di cui ti avrà parlato si compie ed
egli ti dice: Andiamo dietro a Dei stranieri, che tu non hai mai conosciuti, e
serviamoli, tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore, perchè
il Signore il vostro Dio vi mette alla prova per sapere se amate il Signore il
vostro Dio con tutto il vostro cuore e con tutta 1’anima vostra. Seguirete il Signore
vostro Dio, lo temerete, osserverete i suoi comandamenti. Ubbidirete alla
sua voce, lo servirete e vi terrete stretti a lui. (Deut. 13: 1- 4).
Dice ancora:
• …sorgeranno falsi Cristi e falsi Profeti e faranno grandi segni e prodigi da sedurre,
se fosse possibile anche gli eletti (Matt. 24:24).
• La venuta di quel Empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni
sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo di inganno
e di iniquità a danno di quelli che periscono, perché non hanno aperto il cuore
all’amore della verità per essere salvati. Perciò Dio manda loro una potenza
d’errore perchè credano alla menzogna. (II Tess. 2: 9-11.)
• E (la seconda Bestia) operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo
sulla terra in presenza degli uomini; e “seduceva” gli abitanti della terra con
i “prodigi” che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti
della terra di “erigere una immagine della bestia” che aveva ricevuta la
ferita della spada ed era tornata in vita. Le fu concesso di dare uno spirito all’immagine
della bestia affinché “l’immagine potesse parlare” e far uccidere
tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia. (Apo. 13:13-15). (Si
consiglia di leggere tutto il capitolo 13 di Apocalisse)
• E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del
falso profeta, tre spiriti immondi simili a rane; essi sono “spiriti di demoni capaci
di compiere dei miracoli”… (Apo.16: 13,14).
• Ma la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta, che aveva fatti prodigi
davanti a lei, con i quali aveva sedotti quelli che avevano preso il marchio della
bestia e ” quelli che adoravano la sua immagine “. Tutti e due furono gettati
vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. (Apo. 19: 20).
Possiamo renderci conto da questi versi della Parola di Dio che ANCHE IL DIAVOLO
FA I MIRACOLI, ma sono miracoli di menzogna per sedurre l’umanità, cioè
le persone che non hanno voluto aprire il cuore al Signore per accettare la verità del
Vangelo. Il Signore permette questi falsi miracoli anche per provare i suoi eletti, cioè
quelli che hanno creduto all’Evangelo e hanno accettato Gesù Cristo come personale
Salvatore. Il fine di tali miracoli non è altro se non quello di SEDURRE, di INGANNARE!
Quindi anche se hai avuto, se hai visto o sentito di qualche miracolo
che ha fatto un certo santo, non farti ingannare da questo, avendo saputo ora chi l’ha
generato e perché è stato generato, ma piuttosto cerca il Signore Gesù Cristo, in spirito
e verità; attieniti a Lui e non servire nessun altro Dio fuori lui.
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IL VERO MIRACOLO GRANDE che, Gesù per il suo immenso amore, vuole
fare nella tua vita è quello di FARTI NASCERE DI NUOVO, passare da una vita di
peccato e di disubbidienza a una vita di santificazione e farti diventare un legittimo
figlio di Dio. Giov. 1:12, 13; 3: 3; farti passare dalla morte alla vita eterna in Cristo
Gesù Giov. 3:16, 36.
Allora fai come Gesù: quando il Diavolo gli chiese di adorarlo Egli rispose: Vattene
via da me Satana, poiché sta scritto: ADORA IL SIGNORE IDDIO TUO e
SOLO A LUI RENDI IL TUO CULTO.
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PERCHÈ? E PER CHI?
SONO NECESSARIE LE STATUE E LE IMMAGINI
Come sappiamo dal capitolo 2 e 3 del libro della Genesi: “Nel principio l’uomo
adorava Dio faccia a faccia” e perciò non aveva bisogno delle statue e immagini
sacre; ora invece vediamo che quasi tutti ne hanno bisogno. Quindi è lecito domandarci:
“Se nel principio l’uomo non aveva bisogno di statue e immagini, perché poi
sono state necessarie? e a chi servono?”.
Per rispondere a questa domanda è opportuno porre la nostra attenzione su
quello che è successo all’uomo.
Per prima cosa è necessario notare che nell’uomo esistono due nature: quella
dello spirito e quella della carne, sicché ogni persona possiede due personalità in se
stesso. Di queste due personalità: una è visibile e quindi materiale, l’altra è invisibile
e quindi spirituale. La natura visibile è quella della carne che noi conosciamo,
vediamo e tocchiamo e che serve per aver relazione con le cose terrene, ovvero con
le cose materiali; mentre la natura invisibile è quella dello spirito che non vediamo
e non tocchiamo perché è dentro di noi e serve per aver relazione con le cose spirituali.
In secondo luogo è necessario notare che Dio nel principio creò l’uomo insieme
a tutto il resto della creazione materiale. Ma gli animali, le piante, l’acqua, l’aria e
via dicendo, furono creati in vista dell’uomo e per l’uomo. Invece l’uomo 1o creò per
Dio, ovvero: “per adorare e servire Iddio”. Infatti la parola uomo dal nome greco
“Anthropos ” significa “colui che guarda su”. Perciò siccome l’uomo doveva vivere
una vita materiale ed una spirituale gli furono necessarie le due nature. Infatti è
scritto in Gen. 2:7 E Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici
un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente. Ciò significa che nell’uomo
risiedeva lo Spirito di Dio.
C’è da tener presente che queste due nature hanno desideri diversi, infatti l’apostolo
Paolo dice: La carne ha desideri contrari allo spirito e lo spirito desideri contrari
alla carne; . . . (Gal. 5:17)
Quindi la natura umana desidera le cose terrene, mentre 1a natura spirituale
quelle del cielo e siccome Iddio aveva creato l’uomo per adorare Dio aveva anche
stabilito che la natura materiale fosse “soggetta” a quella spirituale, in modo che
“regnando” la natura spirituale, quella materiale doveva essere sottomessa e costretta
ad ubbidire a i desideri dello spirito.
Ora siccome l’uomo all’inizio era “vivo spiritualmente” poteva avere relazione
con Dio che è spirito e in questo modo egli “VEDEVA E PARAVA CON DIO DIRETTAMENTE”.
Sapendo però Iddio che il Diavolo avrebbe tentato l’uomo e che
la natura carnale si sarebbe ribellata a quella spirituale, non indugiò ad avvisare
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1’uomo dicendogli “…Mangia pure d’ogni albero del giardino, ma non mangiare
dell’albero della conoscenza del bene e del male; perché “nel giorno che ne mangerai
per certo morrai” (Gen. 2:17).
Purtroppo 1’uomo, con tutto l’avvertimento di Dio, mangiò del frutto proibito e
secondo la Parola del Signore doveva morire istantaneamente; mentre la stessa Bibbia
ci dice che egli dopo si unì alla moglie, ebbe figli e figlie, e morì a novecentotrentanni.
Apparentemente sembra che non sia avvenuto secondo la Parola di Dio,
ma questa è Verità e quello che Iddio dice avviene sempre.
È vero, infatti, che l’uomo non morì subito materialmente, ma spiritualmente
morì immediatamente secondo quanto detto dal Signore.
Come sappiamo: morte significa “separazione” e difatti l’uomo fu cacciato immediatamente
dalla presenza del Signore e non ebbe più relazione diretta con Lui.
Guardiamo ora l’uomo “morto nella natura spirituale”. Egli era stato creato per
adorare Dio, poterlo vedere, parlargli e sentirlo. Questo era possibile perchè aveva
la vita spirituale dentro di sé che gli permetteva questa grazia; ma nel giorno che morì
spiritualmente, a causa del peccato, egli non ha potuto più vedere, né sentire, né parlare
con Dio; quindi non morì fisicamente, ma morì nella natura dello spirito e fu separato
da Dio e cacciato dalla Sua presenza.
Allora successe che egli DOVEVA ADORARE DIO, perchè per questo è stato
creato; ma NON POTEVA per il fatto che la sua personalità spirituale era morta in lui.
Come fare? come risolvere questo problema? Nulla da temere, il Diavolo ha
sempre qualcosa da dare in ogni circostanza e perciò, ecco come ha saputo risolvere
il problema (a suo favore naturalmente): l’uomo non può più vedere il vero Dio, che
è Spirito (Giov. 4:24) perchè è morto nello spirito, quindi l’unica soluzione è ” FARSI
UN DIO VISIBILE, RAPPRESENTATO DA UN IMMAGINE” affinché 1o vedesse
con gli occhi della carne e 1o toccasse con le mani del corpo e affinché prostrandosi
NON SI PROSTRASSE DAVANTI A NULLA.
All’inizio di questo capitolo ci siamo chiesti: PERCHÉ? e PER CHI? sono necessarie
le statue ed immagini.
Ed ecco che ora sappiamo la risposta: Sono necessarie perché l’UOMO è
MORTO nella vita spirituale e di conseguenza: “TUTTI COLORO CHE A CAUSA
DEL PECCATO SONO MORTI NELLO SPIRITO HANNO BISOGNO DELLE
STATUE ED IMMAGINI SACRE”.
Naturalmente i Cattolici Romani per chiamarsi cristiani e per differenziarsi dalle
altre religioni pagane dichiarano: “è vero, noi abbiamo le statue e le immagini però
prostrandoci davanti a loro non adoriamo o veneriamo quelle, ma ciò che rappre-
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sentano. Ad esempio: se qualcuno ha la fotografia di un suo caro defunto, ed egli
bacia quella fotografia, il bacio è rivolto a ciò che rappresenta e non alla fotografia”.
Belle queste parole, vero! Apparentemente sembrano una giustificazione perfetta,
ma se le consideriamo un poco più attentamente ci accorgiamo che con questa
affermazione non fanno altro che condannarsi con la loro propria bocca.
Infatti, se uno ha la fotografia di un suo caro defunto, egli bacia la fotografia “IN
MANCANZA DELLA PERSONA VIVENTE”, ed è certo che il bacio è rivolto alla
persona morta e non alla fotografia. Però se il defunto fosse vivo, questa persona, non
bacerebbe più la fotografia ma la persona viva e vera e quindi la fotografia non
avrebbe nessuna importanza. E’ così anche con le statue e immagini sacre: “IN
MANCANZA DELLA PRESENZA REALE DI DIO SONO NECESSARIE LE
STATUE E IMMAGINI”, o per dirlo ancora più chiaramente: poiché gli uomini a
causa del peccato sono morti nello spirito, non possono più avere relazione con il
mondo spirituale, cioè: con Dio e quindi hanno bisogno delle statue ed immagini
sacre che rappresentino la divinità secondo le loro credenze e i loro sentimenti.
Come si vede chiaramente, queste dottrine sugli idoli sono tutte “INVENZIONI
E IMMAGINAZIONI” e rese sagre per rendere credibile il loro culto, come è facile
riscontrare.
Quindi quando dicono: Ma noi non adoriamo le statue e immagini bensì quello
che rappresentano; noi rispondiamo che lo sappiamo e sappiamo anche la necessità
perché le avete fatte: perché, purtroppo, siete morti nello spirito e non potete avere
comunione con Dio. Questa morte l’ha generata il peccato e di conseguenza tutt’ora
vivete nel peccato, fuori dalla volontà di Dio, che odia e aborrisce queste cose. Siete
fuori dalla speranza e dalla certezza di andare un giorno nella casa del Signore e goderlo
per l’eternità. Siete ancora lontani dalla vera comunione con Dio, il solo Salvatore,
e condannati a una eterna separazione dal vero Signore che è un DIO
GELOSO il quale ha dichiarato: << Io non darò la mia gloria ad un altro>>.
Oh voi che vi prostrate davanti a statue e immagini non sapete che il soggiorno
dei morti inghiottisce chi ha peccato (Giobbe 24:I9); e che: 1’anima che avrà peccato
quella morrà (Eze.l8:4). Non sapete che il Signore Gesù Cristo ci dice:..se uno
non è nato di nuovo (cioè: rinato nell’uomo interno e tornato ad ADORARE SOLO
DIO in spirito e verità; quindi senza statue e immagini di nessuna specie) non può
vedere il Regno di Dio (Giov. 3:3).
A che serve chiamarsi cristiani quanto l’evidenza dei fatti dimostra il contrario?
Peggio sarà quanto con tutte le moltissime preghiere e cerimonie religiose che
avete fatto, (anche sinceramente) purtroppo vi sentirete condannati all’Inferno, insieme
al Diavolo e a i suoi angeli!
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Voi prostrandovi davanti alle statue ed immagini non potrete mai avere la presenza
di Dio nel vostro cuore; potete solamente far tacere la vostra coscienza o per
meglio dire: ingannare voi stessi e sopprimere quella voce che vi chiama ai piedi del
vostro Salvatore Gesù Cristo. Ma se continuate cosi: siete morti e rimarrete morti per
l’eternità nelle pene dell’Inferno, però se volete di nuovo la vita spirituale e la vita
eterna cercate il Signore Cristo Gesù in spirito e verità, che l’ha comprata per noi
sulla croce dove egli…Ha distrutto la morte ed ha messo in luce la vita e 1′ immortalità
mediante il vangelo (II. Tim. 1:10)
Come è grande l’amore di Dio per noi!
Ancora oggi il Vangelo ci annunzia che c’è un potente Salvatore pronto a salvarci
e a darci la vita eterna. Gesù Cristo si è anche dichiarato: la sola Via e la sola
Verità che porta a Dio e per evitare inganni religiosi ha chiarito che <<nessuno viene
al Padre se non per mezzo Me>> (Giov. 14:6), e che <<In nessuno altro è la salvezza,
perchè non vi è sotto il cielo nessun altro nome che ci sia stato dato agli uomini,
per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati>> (Atti 4:12): “è chiarissimo
che non esistono altri intercessori” Se accettate le parole del Vangelo, Gesù Cristo
stesso vi farà nascere di nuovo nello spirito, vi darà la vita eterna e la vera conoscenza
del Padre. Sarete finalmente dei veri adoratori di Dio in spirito e verità. Diverrete
legittimi figli di Dio per l’eternità. Grazie Signore!
Il Signore vi apra la mente e il cuore per accettare Gesù Cristo nel vostro cuore
come Salvatore!
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IDOLI E CORRUZIONE
Il Signore Gesù ha detto nell’Evangelo: “…ogni albero buono fa frutti buoni; ma
l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero
cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato
nel fuoco. Li riconoscete dunque dai loro frutti”. (Matt.7:17-20).
Ora davanti a noi abbiamo un albero, quello degli idoli e per vedere se questi
sono buoni o cattivi, seguendo l’insegnamento del Signore, dobbiamo esaminare i
loro frutti.
I Cattolici Romani affermano che le statue e immagini sono buone e di ottimo
aiuto per i fedeli; mentre noi Cristiani, seguendo quanto scritto nella Parola di Dio
li dichiariamo cattivi, nocivi e dannosi ad ogni fedele. Chi ha ragione? i frutti ce lo
sveleranno.
Se guardiamo in tutti i tempi, in ogni luogo, ed a qualsiasi popolo che ha statue
e immagini sacre, troviamo sempre che: idoli e corruzione sono due cose che
vanno insieme. Gli uomini che si rivolgono a quelli, sono corrotti e sono religiosi.
Gli idoli portano alla corruzione e la corruzione porta agli idoli. Ecco il frutto di quest’albero,
ma affinché questo sia chiaro alla persona che legge, non ci fermeremo
solo a questo, anzi ne daremo dimostrazione in modo che ognuno sia convinto, non
dalle parole ma dalla evidenza dei fatti.
Guardiamo per primo il popolo d’Israele.
Esso, per elezione del Dio vivente, era appunto:il popolo di Dio, il popolo consacrato
a Dio, il popolo che camminava secondo la Parola di Dio e proprio perché
camminava in ubbidienza all’Iddio vivente ed aveva relazione diretta con Lui, non
aveva bisogno né di statue e nè d’immagini; a differenza di tutti gli altri popoli Pagani.
Per questo motivo era un popolo santo e separato dal male.
Però una volta nel deserto, mentre camminava dall’Egitto verso il paese promesso:
si fermò presso il monte Sinai. Qui avvenne che il Signore chiamò Mosé e
gli disse: sali a me in sul monte e fermati quivi, ed Io ti darò delle tavole di pietra
cioè:la legge ed i Comandamenti che io ho scritto per insegnarli a i figlioli
d’Israele. (Es:24:12). E Mosé…salì…e dimorò in sul monte quaranta giorni e quaranta
notti. (Es: 24/18) perchè il Signor gli mostrò anche il modello del Tabernacolo
ed i suoi arredi, che i figliuoli d’Israele dovevano fare al loro Dio. Ora il popolo vedendo
che Mosé tardava a discendere dal monte, si radunò appresso ad Aronne e
disse: Levati, facci degli dii che vadano davanti a noi perché quant’è a quell’uomo
Mosé che ci ha condotti fuori dal paese d’Egitto noi non sappiamo che ne sia stato.
Ed Aronne disse loro: Staccate i pendenti d’oro che sono alle orecchie delle vostre
mogli, dei vostri figliuoli e delle vostre figliuole e portatemeli. E tutto il popolo si
spiccò, i pendenti d’oro che aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Ed egli li prese
dalle loro mani e dopo aver fatto il modello con lo scalpello, ne fece un vitello di
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getto. E gli Israeliti dissero: 0h Israele, questi sono i tuoi dii che ti hanno tratto
fuori dal paese di Egitto. Ed Aronne, vedendo questo, edificò un altare davanti ad
esso e fece fare un grido dicendo: Domani sarà festa solenne al Signore (cioè all’idolo).
La mattina seguente i figliuoli d’Israele si levarono a buon’ora e sacrificarono
l’olocausto ed offersero sacrifici da rendere grazie: e il popolo si assettò per
mangiare e per bere, poi si alzò per sollazzare. E il Signore disse a Mosé: Va’ scendi
giù, perché il tuo popo1o che hai tratto dal paese di Egitto SI E’ CORROTTO ( ES.
32:1-7).
In questo passo della Sacra Scrittura possiamo notare che:
1. I figliuoli d’Israele per mancanza di fede si ribellarono al Signore. Questo peccato
li fece perdere la presenza di Dio e quindi in sostituzione CHIESERO UN
DIO VISIBILE.” Il peccato genera l’idolatria ”
2. L’idolatria produce i suoi frutti ed i frutti che qui possiamo visibilmente notare
sono la CORRUZIONE. “L’idolatria genera la corruzione”.
3. Inoltre ci mostra il modello delle feste pagane: “… la mattina … i figliuoli
d’Israele si levarono a buon ora e sacrificarono olocausti e offersero sacrifici
da rendere grazie (RELIGIOSITÀ); ed il popolo si assettò per mangiare e per
bere, poi si levò per divertirsi (CORRUZIONE).
.
In tutta la storia d’Israele notiamo sempre queste due realtà:
• Quando si è attenuto fedelmente al Signore ed ha camminato in santità: è stato
assolutamente privo di statue ed immagini.
• Tutte le volte, invece, che ha abbandonato il Signore si è sempre dato alla statue
ed immagini e quindi alla corruzione.
E’ opportuno a questo punto ricordare le parole del Signore: l’albero buono da
frutti buoni e l’albero cattivo da frutti cattivi, cioè: chi è consacrato al Signore, ha
una relazione diretta con Dio e quindi non ha bisogno di statue e immagini. Invece
chi non è consacrato, ha scelto la libertà di seguire i propri sentimenti, come il figliolo
prodigo, quindi non ha più relazione diretta col Signore e perciò al suo posto
ha bisogno di statue e immagini. Queste servono solo per acquietare la propria coscienza
e in più essendo mute, cieche e inerti, gli permettono di dare sfogo ai propri
desideri della carne, cioè: al peccato.
Guardiamo ora i popoli Pagani:
Non conoscono il vero Dio, 1’ignorano, sono lontani e non hanno nessuna relazione
spirituale con Lui a causa dei loro peccati che li tengono separati. Perciò
hanno bisogno delle statue ed immagini per non prostrarsi al vuoto e per questo motivo
la loro vita è una vita carnale, di corruzione e di peccato.
– 31 –
 
Non è necessario soffermarsi su specifici popoli; basterà ascoltare quello che
scrive l’apostolo Paolo: nella lettera ai Romani cap. 1 versi da 18 a 32 .
“L’ira di Dio si rivela dal Cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini
che soffocano la verità con 1’ingiustizia; infatti quel che si può conoscere di Dio è
manifesto in loro, avendolo Iddio loro manifestato; poiché le perfezioni invisibili di
Lui, la sua eterna potenza è divinità, si vedono chiaramente sin dalla fondazione del
mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; onde è che essi sono inescusabili,
perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno
ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e l’insensato loro cuore si è ottenebrato.
Dicendosi savi sono divenuti stolti, “e hanno mutato la gloria d’incorruttibile
Iddio in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, ed uccelli e di
quadrupedi e di i rettili “per questo Iddio li ha abbandonati, nelle concupiscenze dei
loro cuori, all’impurità, perchè vituperassero fra loro i loro corpi; essi hanno mutato
la verità di Dio in menzogna, e “Hanno venerato e reso culto alla creatura invece
che al Creatore” che è benedetto in eterno. Amen (Traduzione Monsignor
Ricciotti). Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine
hanno mutato l’uso naturale in quello contro natura; e similmente anche i maschi,
lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni
con gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi e ricevendo in loro stessi
la condegna mercede del proprio traviamento. E siccome non si sono curati di ritenere
la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perchè
facessero le cose che sono sconvenienti essendo essi ricolmi d’ogni ingiustizia, malvagità,
cupidigia, malizia; pieni di invidia, d’omicidio, di contesa, di frode, di malvagità;
delatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi,
inventori di mali, disubbidienti ai genitori, insensati, senza fede nei patti, senza affezione
naturale, spietati; i quali pur conoscendo che secondo il giudizio di Dio
quelli che fanno codeste cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche
approvano chi li commette.
Il Signore Gesù ha detto nell’Evangelo: “…ogni albero buono fa frutti buoni; ma
l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero
cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato
nel fuoco. Li riconoscete dunque dai loro frutti”. (Matt.7:17-20).
Ora davanti a noi abbiamo un albero, quello degli idoli e per vedere se questi
sono buoni o cattivi, seguendo l’insegnamento del Signore, dobbiamo esaminare i
loro frutti.
I Cattolici Romani affermano che le statue e immagini sono buone e di ottimo
aiuto per i fedeli; mentre noi Cristiani, seguendo quanto scritto nella Parola di Dio
li dichiariamo cattivi, nocivi e dannosi ad ogni fedele. Chi ha ragione? i frutti ce lo
sveleranno.
Se guardiamo in tutti i tempi, in ogni luogo, ed a qualsiasi popolo che ha statue
– 32 –
 
e immagini sacre, troviamo sempre che: idoli e corruzione sono due cose che vanno
insieme. Gli uomini che vi si rivolgono sono corrotti e sono religiosi. Gli idoli portano
alla corruzione e la corruzione porta agli idoli. Ecco il frutto di questo albero,
ma affinché sia chiaro alla persona che legge, non ci fermeremo solo a questo, anzi
ne daremo dimostrazione in modo che ognuno sia convinto, non dalle parole ma
dalla evidenza dei fatti.
Guardiamo per primo il popolo d’Israele.
Esso, per elezione del Dio vivente, era appunto:il popolo di Dio, il popolo consacrato
a Dio, il popolo che camminava secondo la Parola di Dio e proprio perché
camminava in ubbidienza all’Iddio vivente ed aveva relazione diretta con Lui, non
aveva bisogno né di statue e nè d’immagini; a differenza di tutti gli altri popoli Pagani.
Per questo motivo era un popolo santo e separato dal male.
Però una volta nel deserto, mentre camminava dall’Egitto verso il paese promesso:
si fermò presso il monte Sinai. Qui avvenne che il Signore chiamò Mosé e
gli disse: sali a me in sul monte e fermati quivi, ed Io ti darò delle tavole di pietra
cioè:la legge ed i Comandamenti che io ho scritto per insegnarli a i figlioli d1Israele
(Es:24:12). E Mosé…salì…e dimorò in sul monte quaranta giorni e quaranta notti.
(Es: 24/18.) perchè il Signor gli mostrò anche il modello del Tabernacolo ed i suoi
arredi, che i figliuoli d’Israele dovevano fare al loro Dio. Ora il popolo vedendo che
Mosé tardava a discendere dal monte, si radunò appresso ad Aronne e disse: Levati,
facci degli dii che vadano davanti a noi perché quant’è a quell’uomo Mosé che ci
ha condotti fuori dal paese d’Egitto noi non sappiamo che ne sia stato. Ed Aronne
disse loro: Staccate i pendenti d’oro che sono alle orecchie delle vostre mogli, dei
vostri figliuoli e delle vostre figliuole e portatemeli. E tutto il popolo si spiccò, i pendenti
d’oro che aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Ed egli li prese dalle loro
mani e dopo aver fatto il modello con lo scalpello, ne fece un vitello di getto. E gli
Israeliti dissero: Oh Israele, questi sono i tuoi dii che ti hanno tratto fuori dal paese
di Egitto. Ed Aronne, vedendo questo, edificò un altare davanti ad esso e fece fare
un grido dicendo: Domani sarà festa solenne al Signore (cioè all’idolo). La mattina
seguente i figliuoli d’Israele si levarono a buon’ora e sacrificarono l’olocausto ed offersero
sacrifici da rendere grazie: e il popolo si assettò per mangiare e per bere,
poi si alzo per sollazzare. E il Signore disse a Mosé: Va’ scendi giù, perché il tuo
popo1o che hai tratto dal paese di Egitto SI E’ CORROTTO ( ES. 32:1-7).
In questo passo della Sacra Scrittura possiamo notare che:
1. I figliuoli d’Israele per mancanza di fede si ribellarono al Signore. Questo peccato
li fece perdere la presenza di Dio e quindi in sostituzione CHIESERO UN
DIO VISIBILE.” Il peccato genera l’idolatria ”.
2. L’idolatria produce i suoi frutti ed i frutti che qui possiamo visibilmente notare
sono la CORRUZIONE. “L’idolatria genera la corruzione”.
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3. Inoltre ci mostra il modello delle feste pagane: “… la mattina … i figliuoli
d’Israele si levarono a buon ora e sacrificarono olocausti e offersero sacrifici
da rendere grazie (RELIGIOSITÀ); ed il popolo si assettò per mangiare e per
bere, poi si levò per divertirsi (CORRUZIONE).
.
In tutta la storia d’Israele notiamo sempre queste due realtà:
1. Quando si è attenuto fedelmente al Signore ed ha camminato in santità: è stato
assolutamente privo di statue ed immagini.
2. Tutte le volte, invece, che ha abbandonato il Signore s’è sempre dato alla statue
ed immagini e quindi alla corruzione.
È opportuno a questo punto ricordare le parole del Signore: l’albero buono da
frutti buoni e l’albero cattivo da frutti cattivi, cioè: chi è consacrato al Signore, ha
una relazione diretta con Dio, lo vede e lo sente vivente nel proprio cuore in spirito
e verità, quindi non ha bisogno di statue e immagini. Invece chi non è consacrato al
Signore, ha scelto la libertà di seguire i propri sentimenti, come il figliolo prodigo,
non ha più relazione diretta col Signore e perciò al suo posto ha bisogno di statue e
immagini. Queste servono solo per acquietare la propria coscienza e in più essendo,
gli idoli, muti, ciechi e inerti, gli permettono di dare sfogo ai desideri della propria
carne, cioè: al peccato.
Guardiamo ora i popoli Pagani:
Non conoscono il vero Dio, 1’ignorano, sono lontani e non hanno nessuna relazione
spirituale con Lui a causa dei loro peccati che li tengono separati. Perciò
hanno bisogno delle statue ed immagini per non prostrarsi al vuoto e per questo motivo
la loro vita è una vita carnale, di corruzione e di peccato.
Non è necessario soffermarsi su specifici popoli; basterà ascoltare quello che
scrive l’apostolo Paolo: nella lettera ai Romani cap. 1 versi da 18 a 32 .
“L’ira di Dio si rivela dal Cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini
che soffocano la verità con 1’ingiustizia; infatti quel che si può conoscere di Dio
è manifesto in loro, avendolo Iddio loro manifestato; poiché le perfezioni invisibili
di Lui, la sua eterna potenza è divinità, si vedono chiaramente sin dalla fondazione
del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; onde è che essi sono inescusabili,
perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’-
hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e l’insensato loro cuore si
è ottenebrato. Dicendosi savi sono divenuti stolti, “e hanno mutato la gloria d’incorruttibile
Iddio in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, ed uccelli e di
quadrupedi e di i rettili”. per questo Iddio li ha abbandonati, nelle concupiscenze
dei loro cuori, all’impurità, perchè vituperassero fra loro i loro corpi; essi hanno mutato
la verità di Dio in menzogna, e “Hanno venerato e reso culto alla creatura in-
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vece che al Creatore” che è benedetto in eterno. Amen (Traduzione Monsignor Ricciotti).
Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine
hanno mutato l’uso naturale in quello contro natura; e similmente anche i maschi,
lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni
con gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi e ricevendo in loro stessi
la condegna mercede del proprio traviamento. E siccome non si sono curati di ritenere
la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perchè
facessero le cose che sono sconvenienti essendo essi ricolmi d’ogni ingiustizia, malvagità,
cupidigia, malizia; pieni di invidia, d’omicidio, di contesa, di frode, di malvagità;
delatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi,
inventori di mali, disubbidienti ai genitori, insensati, senza fede nei patti, senza affezione
naturale, spietati; i quali pur conoscendo che secondo il giudizio di Dio
quelli che fanno codeste cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche
approvano chi li commette.
Questa descrizione ci conferma che dal peccato viene l’idolatria e dall’idolatria
la corruzione; per questo i popoli Pagani sono corrotti. Quindi: “idoli e corruzione
sono un altro marchio del Paganesimo”.
Vediamo ora i Cattolici Romani.
Essi sono simili a tutti gli altri popoli pagani e hanno allo stesso modo degli
idoli e la medesima condotta di vita, ma per differenziarsi usano sempre il metodo
del cambiare il nome, chiamando gli idoli delle altre religioni: “immagini pagane”;
e i loro :”immagini cristiane”. Abbiamo già dimostrato che cambiare il nome non
cambia la sostanza. perciò non diciamo altro che: Se l’albero è buono i frutti sono
buoni, se invece l’albero è cattivo non potrà dare che frutti cattivi. Una volta entrati
nel campo dei frutti, non ci permettiamo di elencarne neppure uno perchè sono sotto
gli occhi di tutti e questo non perché, come essi dicono: “Le pecore sono molte e perciò
fra le tante ci sono anche le zoppe”; ma per l’evidenza dei fatti che anzi ci porta
a chiederci: ma dov’è una buona! Se incominciamo dai più piccoli e salendo sino ai
Papi, quello che si nota è che nessuno ha una vita santificata, come richiede la Parola
di Dio per essere un Suo figliolo; ognuno di loro è un conduttore di corruzione
a causa della propria idolatria; i loro idoli sono gli stessi di tutti gli altri avendo il
marchio di: idoli e corruzione, religiosità e corruzione. Le loro feste hanno la stesse
caratteristiche degli altri popoli: la mattina si va in chiesa per pregare e per rendere
onore alla divinità, (al santo) (RELIGIOSITÀ); dopo si va a casa per mangiare e per
bere e poi si esce per divertirsi (CORRUZIONE).
La mancanza del vero cristianesimo nella religione cattolica è una cosa troppo
evidente. Infatti, osservate attentamente, che se applicate le parole che l’apostolo
Paolo ha pronunciato a riguardo dei pagani, noterete che quella descrizione è rivolta
– 35 –
 
proprio al modo di vivere dei cattolici romani.
Non vogliamo entrare nell’oceano della corruzione e malvagità dei suoi fedeli,
ci basta dire, con le “Parole rivolte a i Papi” da Paul Jadis nel suo libro, “Crudeltà
Storiche“, E’ un cinematografo di empietà. E siccome abbiamo visto che idoli e corruzione
sono il marchio del paganesimo, guardando la chiesa cattolica vediamo purtroppo
che questo marchio è troppo evidente in lei. Perciò è inutile ingannarsi,
continuando a chiamarsi cristiani, quando le opere gridano molto più forte e dicono:
pagani e quindi senza la grazia di Dio ed esclusi dal regno del cielo.
Perciò vi invitiamo a dare veramente il cuore a Cristo Gesù il Signore che è venuto
nel mondo proprio per darci una nuova vita santificata e poi goderlo nel cielo
per l’eternità.
Sono infiammati nella loro libidine gli uni con gli altri, commettendo uomini
con uomini cose turpi e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio
traviamento. E siccome non si sono curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio li
ha abbandonati ad una mente reproba, perchè facessero le cose che sono sconvenienti
essendo essi ricolmi d’ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni di
invidia, d’omicidio, di contesa, di frode, di malvagità; delatori, maldicenti, abominevoli
a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, inventori di mali, disubbidienti ai genitori,
insensati, senza fede nei patti, senza affezione naturale, spietati; i quali pur
conoscendo che secondo il giudizio di Dio quelli che fanno codeste cose sono degni
di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi li commette.
Questa descrizione ci conferma che dal peccato viene l’idolatria e dall’idolatria
la corruzione; per questo i popoli Pagani sono corrotti. Quindi: idoli e corruzione
sono il marchio del Paganesimo.
Vediamo ora i Cattolici Romani.
Essi sono simili a tutti gli altri popoli pagani e hanno lo stesso modo gli idoli e
la medesima condotta di vita, ma per differenziarsi usano sempre il metodo del cambiare
il nome, chiamando gli idoli delle altre religioni: “immagini pagane”; e i loro
:”immagini cristiane”. Abbiamo già dimostrato che cambiare il nome non cambia la
sostanza. perciò non diciamo altro che: Se l’albero è buono i frutti sono buoni, se invece
l’albero è cattivo non potrà dare che frutti cattivi. Una volta entrati nel campo
dei frutti, non ci permettiamo di elencarne neppure uno perchè sono sotto gli occhi
di tutti e questo non perché, come essi dicono: “Le pecore sono molte e perciò fra
le tante ci sono anche le zoppe”; ma per l’evidenza dei fatti che anzi ci porta a chiederci:
ma dov’è una buona! Se incominciamo dai più piccoli e salendo sino ai Papi,
quello che si nota è che nessuno ha una vita santificata, come richiede la Parola di
Dio per essere un Suo figliolo; ognuno di loro è, quindi, un conduttore di corruzione
a causa della propria idolatria; i loro idoli sono gli stessi di tutti gli altri avendo il
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marchio di: idoli e corruzione, religiosità e corruzione. Le loro feste hanno la stesse
caratteristiche degli altri popoli: la mattina si va in chiesa per pregare e per rendere
onore alla divinità, (al santo) (RELIGIOSITÀ); dopo si va a casa per mangiare e per
bere e poi si esce per divertirsi (CORRUZIONE).
La mancanza del vero cristianesimo nella religione cattolica è una cosa troppo
evidente. Infatti, vedete attentamente, che se applicate le parole che l’apostolo Paolo
ha pronunciato a riguardo dei pagani, noterete che quella descrizione è rivolta proprio
al modo di fare dei cattolici romani.
Non vogliamo entrare nell’oceano della corruzione e malvagità dei suoi fedeli,
ci basta dire, con le “Parole rivolte a i Papi” da Paul Jadis nel suo libro, “Crudeltà
Storiche”, E’ un cinematografo di empietà. E siccome abbiamo visto che idoli e corruzione
sono il marchio del paganesimo, guardando la chiesa cattolica vediamo purtroppo
che questo marchio è troppo evidente in lei. Perciò è inutile ingannarsi,
continuando a chiamarsi cristiani, quando le opere gridano molto più forte e dicono:
pagani e quindi senza la grazia di Dio ed esclusi dal regno del cielo.
Perciò vi invitiamo a dare veramente il cuore a Cristo Gesù il Signore che è venuto
nel mondo proprio per darci una nuova vita santificata e poi goderlo nel cielo
per l’eternità.
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CHI SI ADORA ADORANDO GLI IDOLI?
I Cattolici romani pensano, e purtroppo si illudono, che prostrandosi davanti ad
una statua o immagine sacra si siano realmente prostrati davanti a ciò che essa rappresenta.
Purtroppo, per loro, non è così!
Basterebbe tenere conto di quanto attesta la stessa “dottrina dogmatica cattolica”
che dice: “UNO SOLO E’ ONNIPRESENTE cioè DIO”.
Inoltre la Bibbia afferma che: “I morti in Cristo si riposano dalle loro fatiche”
e che “attualmente sono in un luogo di riposo, aspettando il giorno della resurrezione”
(Ap.14:13 e 6:11).
E’ chiarissimo quindi che “i santi e le madonne non ti possono né vedere e né
sentire”.
Infatti pensa un attimo: se preghi la madonna o i santi in qualsiasi luogo d’Italia
e ti sentono, vai in America e ti sentono, in tutto il mondo e ti sentono; questo significa
che anche loro sono onnipresenti e quindi sono come Dio e questo, come
puoi renderti conto, è paganesimo e contrario alla stessa dottrina cattolica.
Ribadiamo che tutto questo non lo diciamo per spirito di contraddizione o di
polemica ma solamente per fare conoscere la verità dell’evangelo per avere la salvezza
che ci dona solo Cristo Gesù, il nostro Salvatore,
Tutti sappiamo che le religioni non cristiane sono l’opposto del Cristianesimo,
come il bianco dal nero e quindi notiamo che se:
• I veri Cristiani, per volere di Dio, devono camminare in consacrazione e santità
di mente e di cuore se vogliono avere comunione con il Signore. “Siate santi,
perché io sono santo” (I Pietro 1:16) e “senza la santificazione nessuno vedrà
il Signore” (Ebr. 12:14). I cattolici invece camminano in piena libertà, tanto se
commettono peccato poi vanno a confessarsi.
• I veri Cristiani hanno “un solo Dio” e “un solo mediatore tra Dio e l’uomo, Gesù
Cristo fatto uomo”; mentre i cattolici, tra Dio, santi e madonne, ne hanno moltissimi.
• I veri Cristiani non hanno statue e immagini, mentre i cattolici fondano il loro
culto proprio su queste.
• I veri Cristiani adorano il SOLO VERO DIO in spirito e verità, mentre i cattolici,
dietro l’apparenza delle statue e immagini di santi e madonne, ADORANO
IL DIAVOLO!
E’ possibile, dirà qualcuno, che anche il Diavolo si faccia adorare?
Purtroppo è così ed è proprio la Bibbia che lo definisce: l’Iddio di questo secolo!
A questo proposito ci dobbiamo ricordare che il Diavolo era l’Angelo di Luce
quand’era nel cielo, ma poi si ribellò al Signore proprio perchè desiderò di essere
adorato come Dio. Infatti si presentò perfino al Signore Gesù dicendogli: Ti darò
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tutta la potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data e la do a chi
voglio. SE TU TI PROSTRI AD ADORARMI tutta sarà Tua.
Gesù Cristo immediatamente gli seppe rispondere: “Sta scritto: ADORA IL SIGNORE,
IL TUO DIO, E A LUI RENDI IL TUO CULTO (Luca 4:6-8). Gesù che conosceva
la Sacra Scrittura sapeva che L’UOMO NON SI DEVE PROSTRARE
DAVANTI A NESSUN ALTRO, ma SOLO DAVANTI A DIO in spirito e verità;
però siccome la maggioranza delle persone ignora la verità, fatalmente si prostra
davanti al Diavolo e 1’adora come Dio.
Qualcuno contesterà dicendo: Ma io non mi sono mai prostrato davanti al Diavolo!
Davanti ad un crocifisso, una madonna, un santo, si; ma davanti al Diavolo
mai, non sia mai! Ebbene non sai che “proprio dietro a queste cose è nascosto il Diavolo?”.
Non vogliamo convincere nessuno con 1e nostre parole, perciò è meglio far parlare
la Bibbia, come autorità divina, e ascoltare ciò che essa dice.
• Ed ecco come l’apostolo Paolo avvertiva i cristiani della città di Corinto: “Che
dico io dunque? che l’idolo (statue e immagini) sia qualche cosa? e che ciò che
è sacrificato agl’idoli sia qualche cosa? anzi dico, che le cose che i Gentili (i
Pagani), sacrificano LE SACRIFICANO A I DEMONI E NON A DIO; or io non
voglio che voi abbiate comunione coi demoni (I°Cor. IO: l9, 20).
• Anche nel Vecchio Testamento, degli Israeliti che si prostravano davanti a statue
ed immagini è detto: “hanno sacrificato ai demoni e non a Dio” (Deut.
32:17).
• Di un re d’Israele, Geroboamo, che si stacco dalla vera religione, è detto
che:…istituì 1’idolatria (indrodusse statue e immagini): e ‘COSTITUI’ DEI SACERDOTI….
PER I DEMONI (II° Cron. 11:15). Lui naturalmente pensava che
li avesse istituiti per Dio.
• E da notare ancora che il Signore disse alla Chiesa di Pergamo: Io conosco…
dove tu abiti, cioè là dov’è il trono del Diavolo (Apo. 2:13).
La città di Pergamo era un centro di idolatria, infatti: era costruita sui fianchi di
una collina dirupata coronata da Templi maestosi come: “l’acropoli di Atene”. Si
notava il gigantesco “altare di Zeus”, una delle sette meraviglie dell’antichità; uno
splendido santuario dedicata a “Pallade Atene” e specialmente un santuario di “Roma
ed Augusto”. “L’adorazione del imperatore” vi era ancora più spinta che ad Efeso;
il governatore della provincia vi aveva anche stabilito la sua residenza, preferendo
Pergamo alla Capitale. Di regola il Tribunale Provinciale vi teneva le sue sedute.
Infine e sopratutto bisogna ricordare il “Tempio MIRACOLOSO di Esculapio”, La
LOURDES DEL SUO TEMPO (Lilye), con il simbolo sacro del serpente. Gente accorsa
da ogni parte, si affollava nella magnifica piscina di marmo, per ricevere la
guarigione e, come fa notare Hadorn, la popolazione doveva esservi particolarmente
fanatica, come avviene generalmente nei centri di pellegrinaggio. (da: “L’ Apoca-
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lisse” di Carlo Brutsch pag.36. Claudiana Editrice).
Tutto questo grande centro di religiosità viene definito dal Signore stesso: IL
TRONO DEL DIAVOLO, dove moltissima gente andava a prostrarsi pensando di
adorare Dio.
Riportiamo ancora solo un altro verso della Bibbia che ci parla di questa realtà,
si trova in Apocalisse 9:20 e l’apostolo Giovanni 1o scrisse dopo la visione della
sesta tromba, ossia il secondo guaio. Ecco cosa dice: “E il rimanente degli uomini,
che non furono uccisi di queste piaghe, non si ravvide ancora delle opere delle loro
mani, per non ADORARE PIÙ I DEMONI E GLI IDOLI (le statue e le immagini)
d’oro, d’argento, di rame, di pietra, e di legno i quali: NON POSSONO NE’ VEDERE,
NE’ UDIRE, NE’ CAMMINARE”.
Questo passo è estremamente chiaro per dirci che CHI SI PROSTRA DAVANTI
A STATUE E IMMAGINI SI PROSTRA DAVANTI AL DIAVOLO.
E’ importante notare che qui non si fa differenza tra le statue ed immagini dei
Cattolici Romani da quelle degli altri popoli Pagani e quindi la Bibbia rivela chiaramente
a colui che vuole conoscere la verità che: chi si prostra davanti ad una statua
o una immagine, qualunque nome abbia e qualunque cosa rappresenti; si prostra
davanti al Diavolo e le sue schiere di Demoni.
I Padri della chiesa insegnano la stessa verità, come abbiamo già visto e a tale
proposito puoi rileggere il passo di S. Cipriano che parla proprio a riguardo di questa
tremenda e triste realtà.
Ora sappiamo anche perchè gli idoli sono una fonte di corruzione: perchè dietro
di essi è nascosto il Diavolo che è il padre della corruzione.
Questa è la verità intorno agli idoli e se qualcuno ancora non è convinto, con le
parole del Signore gli diciamo: “Se…vuoi fare la volontà di Dio, conoscerai se questa
dottrina è da Dio”. (Giov. 7:I7).
E allora ti conviene continuare a pregare le statue e immagini, sapendo, come ti
dice e ti conferma la Parola di Dio, che dietro la loro apparenza si nasconde il Diavolo?
Vieni allora al signore Gesù Cristo in spirito e verità; chiuditi nelle tua cameretta
segreta e confessagli i tuoi peccati ed Egli ti perdonerà, ti salverà, ti darà pace e
gioia nel tuo cuore, ti farà passare dalla morte alla vita ed infine ti darà la vita eterna
per goderlo in cielo insieme a tutti i santi.
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FRAGILITÀ DEGLI IDOLI
Quello che diremo in questo capitolo non è per fare umorismo, (lo ha detto già
san Cipriano che i santi sono ridicoli) ma se siamo indotti a scrivere anche queste
cose è solo per dimostrare la fragilità, l’inutilità e la dannosità delle statue ed immagini
e farti rendere conto che tali cose non possono dare alcun giovamento al
cuore dell’uomo. A noi basta la Parola di Dio per farci rigettare queste storture, ma
siccome moltissimi sono preda di queste credenze, riportiamo qualche fatto, affinché
quelli che cercano la verità, possano anche da questo trarre profitto, riflettere e
pervenire alla luce meravigliosa del Vangelo e ricevere la vita eterna;per la fede in
Cristo Gesù il Signore.
Due giovani, uno Credente e l’altro Cattolico, stavano iniziando la pitturazione
di una stanza. Avevano tolta tutta la mobilia di mezzo per non farla riempire di polvere
e di gocce di pittura. Mentre stavano levigando le pareti, la stanza s’era già
piena di polvere, quando ad un tratto il Credente si accorse che c’era ancora appeso
alla parete un quadro della Madonna, effigiato su tela e senza vetro di protezione.
Allora, per dimostrare la nullità degli idoli, il credente disse all’altro: <<Vedi quella
povera Madonna si sta riempiendo di polvere, VAI A SALVARLA>>. L’altro giovane
andò, la prese e la LIBERO’ dalla polvere, portandola in un’altra stanza. Bravo,
gli disse il suo collega, sei stato il SALVATORE della Madonna!
Nella chiesa del mio paese c’era un S. Michele, fatto di cartapesta, molto vecchio,
tanto che l’Arciprete l’aveva destinato ormai al FUOCO. Sapendo però che io
allora avevo intrapreso la carriera dell’arte me lo fece vedere e per l’amore dell’arte,
che allora nutrivo, gli dissi di non preoccuparsi perché glielo avrei messo a nuovo.
Con zelo mi misi al lavoro, e incominciai ad aggiustare il manto tutto rotto dalla tignola
o forse addirittura mangiato dai topi. Dopo qualche giorno finii il lavoro, il
quale piacque molto all’Arciprete e così 1o rimise al suo posto sull’altare, dove i fedeli
poterono tornare a prostrarsi davanti. Io fui molto fiero in quel giorno perchè:
per l’opera mia avevo LIBERATO un santo dalle FIAMME del fuoco!
Mi piace riportare ancora qualche fatto raccontato nell’opuscoletto: “Io ero un
fabbricante di idoli” di Arturo Arama; a pag. 14 troviamo questi racconti:
Quanto avevo ancora la fabbrica di immagini, erano solite venire da me delle signorine
non più giovani (le zitelle) per chiedermi delle statue di S. Antonio alle quali si
poteva aggiungere e togliere il fanciullino che il santo reca di solito in braccio. Esse dicevano
che stavano pregando il Santo per trovar marito e volevano delle immagini così
fatte, in maniera da potervi togliere quella del fanciullo e PUNIRE Sant’Antonio finché
non avesse loro concesso un marito. Riuscite ad immaginare tanta malvagità?
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Ad Aiquile una signora profondamente cattolica, ma molto sensata, fu convertita
dal Cattolicesimo al Signore grazie all’esperienza che ora vi narrerò: Ella aveva
un cagnolino dal pelo bellissimo ed un giorno un pittore l’avvicinò chiedendole alcuni
peli della coda del cane. Dopo aver accontentato la sua richiesta, la signora
alquanto sorpresa chiese al pittore perché avesse voluto quei peli: “Per fare le ciglia
e le sopracciglia dei santi che devo riparare”, venne la risposta, “Da allora” dichiarò
la signora ho abbandonato per sempre l’idolatria; come avrei potuto
inchinarmi ad adorare i peli della coda del cane?
Di racconti ridicoli e sopratutto di quelli immorali, che i Cattolici stessi dicono
e ci si divertono, ce ne sono molti; ma per brevità ne riportiamo uno famoso che dimostra
benissimo la fragilità degli idoli. Esso è un detto del popolo cattolico che
dice: “ti conosco pero e non ne portavi ora sei santo e vuoi fare grazie? In altre parole:
ti conosco da quando eri ancora un albero di pero, che avevi la vita in te e non
davi frutto, ora invece sei solamente un tronco scolpito, anche se dicono che rappresenti
un santo, senza vita e vorresti darne?
Quindi è lecito domandarsi: le statue e le immagini sacre possono dare qualche
aiuto al cuore dell’uomo? ma ecco che il popolo Cattolico risponde: Ti conosco pero
e non ne portavi, ora sei santo e vuoi fare grazie! o come giustamente esclamava San
Cipriano: Vergognatevi di adorare i santi che difendete; vergognatevi di aspettare
aiuto da quelli che hanno bisogno di aiuto da noi!
Tutto questo non è altro che orribile paganesimo.
SE NON SAI A QUALE SANTO AFFIDARTI
Questo era il titolo di una pubblicità e cosi continuava: La Casa editrice
PIEMME, ha pubblicato un libro col titolo: “Il grande libro dei SANTI PROTETTORI”
e nella presentazione cosi si legge: “Per qualsiasi problema scopra il Santo
che fa per lei”.
Per guarire dalle malattie, proteggere i figli, favorire il matrimonio, mantenere
la pace in famiglia, avere successo nel lavoro… Sa che per qualsiasi problema c’è
un santo che lo risolve? Contro la febbre basta invocare sant’Alberto degli Abati,
per un matrimonio felice bisogna pregare sant’Orsola. Chi fa l’avvocato ha come
protettore sant’Ivo di Bretagna e per ritrovare le cose perdute si deve chiamare in
aiuto sant’Antonio da Padova…Rino Camilleri passa in rassegna, raccontandone
vita e miracoli, tutti i santi ai quali bisogna rivolgersi nelle varie occasioni.… .
Tra tanti santi, lo sapevi che è esistito anche un cane santo?
E’ un fatto storico che qui riportiamo e giudicherete voi se fa piangere o ridere:
Il Sole 24 Ore del 12-04-2009 pubblica un articolo dal titolo: San Francesco e
lo Sciacallo” a firma di Maria Bettetini, in cui si legge: …Il Medioevo ha addirittura
creato UN SANTO LEVRIERO, il cui culto è stato abolito definitivamente solo nel
secolo scorso. Si tratta di SAN GUINEFORT, sepolto vicino a Lione in una tomba
divenuta oggetto di pellegrinaggio e FONTE DI MIRACOLI. Il cane, secondo una
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leggenda che torna in molte tradizioni, era rimasto a far la guardia al principino,
mentre il reo il cavaliere, insomma il castellano, siamo nel XIII secolo- era a caccia.
Al ritorno, non si trova il bimbo e il cane ha i denti insanguinati: viene subito
ucciso, ma poi si scopre sotto la culla il piccolo illeso e una vipera che il levriero
aveva azzannato. Dal pentimento del cavaliere, la tomba e poi la devozione al “SANTTO
CANE”…
Ma ci sono anche dei poveri santi molto sfortunati!
Una notizia riportata dal Sole 24 Ore del 19-06-2011 dice che: Un collezionista
di santini, aggirandosi per Roma dalle parti del Vaticano, chiedeva a ogni banchetto
un’immagine di san Tommaso d’Acquino: <<Mi dispiace non poterla accontentare>>
gli rispondevano <<ma, vede, san Tommaso proprio non me lo chiede nessuno.
Quello è un santo che non fa miracoli. Non le va bene un padre Pio?>>.
Povero san Tommaso, si deve cercare anche lui un Intercessore!
Ed ora una semplice domanda: Quante madonne ci sono? Si dice che la Madonna
è una, ma se si fa un poco di attenzione non si riesce a capire quante ve ne
sono: C’è la madonna di Fatima, di Lourdes, di Pompei, ecc.; la madonna della misericordia,
delle grazie e perfino delle galline, ecc. ecc. (si riveda l’articolo di Eugenio
Mazzola nel capitolo: “Il nome non cambia la sostanza”).
Il papa Wojtyla, con tante madonne che ci sono in Italia, per stare tranquillo, invocava
la Madonna Nera di Czestochowa, del santuario di Jasna Gòra. Se la madonna
è una perché specificava a quale madonna si rivolgeva?
A proposito di questo, se ti domandano: Chi è la Regina del Cielo? Immediatamente
risponderai: E’ Maria, la madre di Gesù!
Invece lo sai che già il profeta Geremia, oltre 600 anni prima di Cristo, nel capitolo
7:18 e per ben tre volte nel capitolo 44, versi da 17 a 19, rimproverava gl’Israeliti
perché invece di pregare il vero Dio si rivolgevano e facevano offerte alla
REGINA DEL CIELO?
Anche in questo caso è stato cambiato il nome, al posto di Astarte, Iside e molte
altre dee pagane, attualmente la regina del cielo è stata chiamata Maria, ma il nome
non cambia la sostanza e quindi, purtroppo per te, ti stai prostrando davanti alla
stessa vecchia divinità pagana e questo naturalmente ti procura solo la condanna nel
fuoco eterno dell’Inferno, anche se nella tua mente ti illudi di rivolgerti alla madre
di Gesù, che comunque non ti può ne vedere e ne sentire!
Il Signore ti voglia liberare da questa schiavitù ed aprirti la mente e il cuore!.
Se invochi il Signore in spirito e verità, come insegna la Sua Parola, potrai parlare
ed avere relazione direttamente con Dio per mezzo di Gesù Cristo che ti ripete:
Io Sono la Via, la Verità e la Vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me.
Giov. 14:6.
SOLO GESU’ CRISTO E’ SEDUTO ALLA DESTRA DI DIO E INTERCEDE
PER NOI, dice la Sacra Scrittura, Rom. 8:34.
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NULLITÀ DEGL’ IDOLI
L’apostolo Paolo nello scrivere ai Corinti a riguardo degl’idoli dice: Noi sappiamo
che L’IDOLO NON È NULLA nel mondo, e che NON C’È ALTRO DIO SE
NON UNO SOLO. (1° Cor. 8:4).
Questa NULLITA’ delle statue e immagini sacre, la vogliamo esaminare in relazione
a Dio, il vero Dio, il Padre del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e vedere
la differenza che c’è tra Dio e gli idoli.
Chi cerca veramente la verità per venire un giorno insieme a noi nel cielo per
l’eternità potrà rendersi conto che non vale la pena di prostrarsi davanti a NULLA.
La Bibbia, che è la Parola di Dio, ci dice che:
• Dio è spirito, cioè contrapposto alla materia, mentre l’idolo è materia, contrapposto
allo spirito.
• Dio è infinito; mentre: l’idolo è finito, per grande che sia una statua o una immagine
è sempre finita.
• Dio è eterno: non ha né principio ne fine, mentre l’idolo è temporale, ha un principio
e una fine.
• Dio è immutabile: è 1o stesso ieri, oggi e in eterno; mentre l’idolo è mutabile:
com’era ieri non è oggi e non sarà domani; perchè si invecchia e non serve più
a nulla se non per essere gettato via e sostituito.
• Dio è incorruttibile: non è sottoposto alla corruzione mentre:1’idolo è corruttibile,
sottoposto alla corruzione, infatti, la tignola, la ruggine, il tarlo, i topi, ecc.
1o consumano e lo corrompono cagionandone la fine.
• Dio è Onnipresente, cioè: è presente in ogni luogo, mentre l’idolo sta chiuso in
una nicchia.
• Dio è Onnisciente: conosce ogni cosa, anche i nostri pensieri; mentre l’idolo non
conosce neanche se stesso perché è un pezzo di materiale inanimato.
• Dio è Onnipotente: nulla Gli è impossibile, mentre all’idolo nulla è possibile neanche
muovere o proteggere sé stesso.
• Dio ha creato l’uomo mentre è l’uomo che ha creato l’idolo.
• Dio ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza, mentre l’uomo ha fatto l’idolo
a sua immagine e somiglianza.
• L’uomo è sottoposto a Dio, mentre l’idolo è sottoposto all’uomo.
• L’uomo ha bisogno di Dio mentre l’idolo ha bisogno dell’uomo.
• Dio ha dato il Suo Figliuolo Gesù Cristo come Redentore dell’uomo per salvarlo
dalle fiamme dell’Inferno, mentre l’idolo ha bisogno dell’uomo per essere restaurato
e quindi strappato dalle fiamme del fuoco; (Vedi il fatto della statua di
San Michele).
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• Dio è glorioso, mentre la gloria dell’idolo dipende dall’artista: se questi 1o fa
bello allora gli si prostrano davanti, se invece riesce male diventa lo scherno di
tutti, anche degli stessi ecclesiastici.
• L’uomo, dopo che si è ripieno di peccato, dopo che si è dato ai piaceri, ai vizi,
ecc. ha bisogno dell’opera dello Spirito di Dio, previo pentimento e confessione
al Signore dei propri peccati, per ritornare nella purezza che aveva nel principio,
prima di peccare nel giardino dell’Eden; mentre l’idolo, dopo che si è riempito
di polvere, dopo che le mosche l’hanno coperto di escrementi, dopo che i
topi l’hanno roso, dopo che la ruggine, la tignola, il tarlo, lo stanno consumando
ha bisogno dell’opera di un artigiano o di un’artista per ritornare come prima.
Potremmo continuare con altre realtà per molto tempo e troveremmo che l’idolo
è sempre il contrapposto di Dio.
Credo però che quanto detto basta per dirci chiaramente che: “L’IDOLO E’
NULLA”, ed è solo una stoltezza e una cecità mentale prostrarsi davanti a nulla. Infatti,
un semplice tronco d’albero (o altro materiale) che cosa è? NULLA. E avanti
a questi si prostra mai qualcuno? NESSUNO, perché è solo un tronco d’albero (o
altro materiale), inanimato, quindi è nulla. Ma se a questo tronco (o altro materiale),
che è nulla, si dà una forma umana, anche se a somiglianza di una persona ritenuta
santa, cambierà qualcosa? Probabilmente sarà un’opera d’arte, ma in sostanza non
cambierà nulla e resterà un NULLA.
Quindi i Cattolici Romani prostrandosi davanti alle statue e alle immagini, SI
PROSTRANO DAVANTI A NULLA.
Naturalmente, la Chiesa Cattolica, anche su questo argomento pensa di avere
delle giustificazioni eccellenti e quindi per rimettersi la maschera di cristianesimo,
dichiara: per noi le statue ed immagini non hanno nulla di divino e perciò noi non
ci rivolgiamo ad esse ma a quello che rappresentano.
A questa scusa rispondiamo, oltre a quello già detto in un altro capitolo, che:
La Bibbia afferma chiaramente: “Noi sappiamo che L’IDOLO NON E’ NULLA
nel mondo, e che NON C’È ALTRO DIO SE NON UNO SOLO.” (1° Cor. 8:4). Perché
“VI E’ UN SOLO DIO, ed anche UN SOLO MEDIATORE (intercessore) FRA
DIO E GLI UOMINI (che è) GESU’ CRISTO UOMO”, (I Giov. 2:1). Quindi tutti i
santi e madonne che la chiesa Cattolica ha come intercessori o come avvocati presso
Dio: NON ESISTONO, tutti gli Idoli sono NULLA, materialmente e spiritualmente
e quindi questa dottrina insegnata dalla chiesa Cattolica è una menzogna e porta con
certezza all’inferno.
E’ una grande menzogna, perché i cattolici in pratica adorano le statue e le immagini
e per loro hanno valore divino, come per tutti gli altri pagani. A un Cattolico
perseverante, che insisteva nel dire che essi non adorano le statue e le immagini e
che per loro non hanno nulla di divino, gli domandai: <<Se prendiamo quel Croci-
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fisso appeso alla parete e ci diamo una martellata sopra non fa niente?>> Immediatamente
rispose: No è peccato. <<Allora vedi che li ritenete divine e gli attribuite valore
come cose sacre>>. Se quel Crocifisso fosse stato l’UNICA, SOLA, VERA
riproduzione di Gesù Cristo, allora ci sarebbe potuto anche essere del dispiacere nel
distruggerla, ma siccome non è nè 1’unica, nè la sola, nè la vera riproduzione; allora
per voi è peccato solo perché “gli attribuite un valore sacro” e se ha un valore sacro
questo è paganesimo.
Infatti Arturo Arana essendo fabbricante di idoli quando si convertì al Signore
aveva ancora più di duecento statue che ammontavano a circa mezzo milione di lire
di allora Secondo la Scrittura le dovevo distruggere, ma il mio portafoglio, scrive
egli, mi diceva: “non le distruggere, i Cattolici le usane soltanto come qualcosa che
serve loro a ricordare; non le adorano”. Mentre la coscienza mi diceva: “Arturo, i
Cattolici adorano queste immagini, si piegano dinanzi ad esse e le rendono omaggio”.
Nel mezzo di tale lotta, scrive ancora, io non sapevo cosa fare, finché il Signore
mi mise nel cuore questo pensiero; decisi di porre questa iscrizione su ogni
immagine:
Sono un’immagine inanimata, opera di mano d ‘uomo …. perciò non merito alcuna
adorazione o omaggio.
Poi su quelle di Cristo e del Sacro Cuore, alcune delle quali erano realmente
belle, posi questo scritto:
Rappresentano Iddio ma non lo sono; Iddio è spirito e quelli che 1o adorano 1o
devono adorare in spirito e verità.
Così le immagini restarono per tre mesi nel magazzino che io avevo allora, il
magazzino con la vetrina più grande ed elegante di tutta Sucre in quel tempo. Le persone
venivano a comprarle ma non appena prendevano in mano le immagini e leggevano
le parole che vi erano sopra scritte, me le restituivano con un sorriso forzato
dicendo: “Molto bella! Ritorneremo dopo”, ma non ritornavano mai più. Dal momento
in cui posi sulle. immagini quelle parole ne vendetti solo due.
Ciò servì a provarmi che i Cattolici le volevano per adorarle.
Questo serve ancora a dimostrare che la Chiesa Cattolica è fuori dal vero cristianesimo
e che SI PROSTRA DAVANTI AL NULLA.
Comunque sia però, o che si rivolgono direttamente alle statue e immagini o che
si .rivolgono solo a quello che rappresentano; in un modo o nell’altro siamo sempre
di fronte a un paganesimo mascherato da cristianesimo.
Una volta trovandomi a parlare dell’Evangelo con una certa personalità, mi disse:
Ma voi perché non volete adorare anche la Madonna? Allora gli risposi: “Prima di
tutto la ragione per cui non lo facciamo è perché il Signore 1o vieta nella sua Parola”,
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ma poi in fondo anche dal punto di vista teologico, filosofico e logico, è dimostrato
che è sbagliato. Permettetemi perciò di farvi una domanda: QUANTI DII ABBIAMO?
Subito mi rispose: UNO. Quindi “solamente questo Dio possiede le qualità
divine”, cioè:
SOLO DIO E’ ONNIPOTENTE, ONNIPRESENTE e ONNIVEGGENTE.
“Giusto” rispose; perciò sappiamo, gli dissi, che poiché Dio è onnipresente noi
lo possiamo invocare in ogni luogo ed egli ci sente perché è Onnipresente. Ora se
invochiamo anche la Madonna (e i santi) in ogni luogo e ci sente non abbiamo fatto
un’altra dea? A questo punto, quella personalità cominciò ad essere confusa e quindi
rispose “Nnnnn…” Allora per venirgli incontro ed aiutarlo ad uscire dall’impaccio
gli dissi: “Se non una dea, un dio, come volete chiamarla voi?” Continuò a dire
“Nnnnnn…”, Un <<no>> pronunciato a metà; “allora un semidio?”. “Eh eh” rispose
sorridente, uscito dall’impaccio; “allora siete pagani perché i pagani hanno dii e semidii”.
Come ebbe questo colpo, di scatto se ne andò e fece male, perché rinunciò
a conoscere la verità per la salvezza eterna.
A conclusione di questo capitolo bisogna purtroppo rendersi conto che è una
stupidaggine prostrarsi davanti a pezzi di materia, (oro, argento, bronzo, legno,
marmo, cartapesta, ecc.) modellati dalla mano dell’uomo per farne un’immagine
sacra. Questo è puro paganesimo. E siccome la Chiesa Cattolica adotta una scusa per
giustificarsi, dicendo che essa non si rivolge alle immagini ma a quello che rappresentano,
rispondiamo che: C’E’ UN SOLO DIO ED EGLI SOLO PUÒ ESSERE IN
OGNI LUOGO, perché: EGLI SOLO E’ ONNIPRESENTE. Perciò se questo attributo
divino viene applicato anche ai cosiddetti santi e madonne, significa che il cattolicesimo
ha creato dei Semidii e questo è Paganesimo puro.
Qui sta anche la differenza di quelli che seguono Dio da quelli che seguono
gl’Idoli; gli uni servono l’Iddio vero, che concede loro: pace, amore, speranza, fede,
vita eterna e un puro nome: Cristianesimo.
Gli altri invece servono gl’Idoli che sono nulla e che ai loro cuori non possono
concedere nulla, ma solo un terribile nome: Paganesimo, che alla fine porta direttamente
all’Inferno, perché specificamente dichiarato da Dio nella sua Parola.
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SINTESI:
DELLE RAGIONI PER CUI IL CATTOLICESIMO
NON RIENTRA NEL CRISTIANESIMO
In questo capitolo riportiamo la sintesi delle ragioni con le quali abbiamo accertato
e dimostrano come la Chiesa Cattolica non rientra nel cristianesimo ma che
ne porta solo il nome:
I Cattolici Romani hanno statue ed immagini sacre come le altre religioni pagane;
con la sola differenza che “ne hanno cambiato il nome”. Ma siccome “cambiare
il nome non cambia la sostanza” ne risulta che paganesimo era quello e paganesimo
è rimasto. Perciò chiamandosi cristiani, ingannano se stessi..
La Bibbia proibisce e condanna severamente le statue e le immagini sacre perché
“SONO IDOLATRIA” e non fa nessuna differenza tra quelle dei cattolici da
quelle delle altre religioni; perché per il Signore ”non conta il nome ma la sostanza”.
Perciò anche se il cattolicesimo le ha mascherate con un nomi particolari per farle
apparire Cristiane, Iddio per mezzo della Sua Parola, li ha smascherati rivelandoci
che per Lui il nome dell’immagine non ha nessun valore, mostrandoci invece che
OGNI IMMAGINE SACRA E’ PAGANESIMO e chi le prega non può entrare nel
regno del cielo.
Gli stessi Padri della Chiesa hanno condannato le statue e le immagini sacre e
ci mostrano che l’idolatria cattolica è la stessa di quella pagana. Infatti è bastato sostituire
solo il nome nei loro scritti, con quello che i cattolici hanno adottato per mascherarli
e abbiamo dimostrato che 1’idolatria cattolica, tolta la maschera, è la stessa
di quella di allora. Perciò anche i Padri della Chiesa ci attestano che il cattolicesimo
è fuori dal cristianesimo e che purtroppo quelli che le adorano non possono avere
nessuna comunione col Signore, né speranza di andare in cielo a goderlo per l’eternità.
Alla presunta illusione di proclamare e far credere che le statue e immagini cattoliche
sono vere e quindi “differenti da quelle dei pagani, per i miracoli che hanno
fatto e fanno”, abbiamo dimostrato “con prove”, che le immagini dei pagani hanno
fatto, fanno e faranno 1o stesso di quelle dei cattolici, confermandoci che tra queste
e quelle non c’è differenza.
La Bibbia attesta che anche il Diavolo fa i miracoli e il Signore dà discernimento
a quelli che lo amano per non farli cadere nella trappola del nemico di Dio.
La persona che ha bisogno delle “statue e immagini” è morta nello spirito e chi
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è morto nello spirito vive ancora nel peccato e chi vive nel peccate vive “separato
da Dio”, e il popolo che vive separato da Dio è il Paganesimo che è già condannato
alle pene eterne: “Chi non crede in Me già è condannato” dice Gesù il Signore.
Il MARCHIO per eccellenza che caratterizza il Paganesimo è: “idoli e corruzione“,
cioè religiosità verso le statue e immagini e conseguente vita non santificata.
Il Cattolicesimo purtroppo è caduto in questo disastro, ma il Diavolo ha saputo mascherare
tutto, fino al punto di farla illudere ed autoproclamarsi: “la sola vera Chiesa
Cristiana”. Però, purtroppo per lei, il marchio (le statue e immagini) non lo può annullare
e quindi a parole si proclama Cristiana; ma la realtà, cioè la SOSTANZA,
grida più forte e dice: Pagana.
Perciò se volete essere veramente cristiani ed avere la certezza della vita eterna
nel vostro cuore SEGUITE SOLO GESU’ CRISTO IN SPIRITO E VERITÀ, come
ci comanda la Sua Parola..
La Bibbia dice ripetutamente che chi si PROSTRA davanti ad una statua o immagine
sacra non si prostra davanti a Dio, ma al Diavolo ed ai suoi angeli (demoni
e spiriti immondi), che si “travestono da Angeli di luce”. Ecco, purtroppo, che cosa
in realtà adorano i cattolici.
Dal punto di vista del vero cristiano: E’ VERAMENTE UMILIANTE E VERGOGNOSO
PER L’UOMO PROSTRARSI DAVANTI A COSE INANIMATE,
INESISTENTI, CHE NON POSSONO NE’ VEDERE, NE’ SENTIRE E NE’ DARE
NESSUN GIOVAMENTO al cuore dell’uomo.
Al contrario sono proprio le statue e immagini che hanno bisogno della cura e
dell’attenzione dell’uomo per essere custodite e curate!
Questo purtroppo ci mostra come QUELLI CHE NON CREDONO NEL SOLO
SIGNORE GESU’ CRISTO SONO CIECHI NELLA MENTE E NEL CUORE e
quindi a queste persone diciamo con le parole della lettera a Dognete che: Riguardo
dunque il non essere asserviti i Cristiani (Evangelici) a tali Santi, molte altre cose
avremmo da dire; se però a qualcuno non sembrasse abbastanza questo, riteniamo
inutile dire di più.
D U N Q U E
Se desiderate veramente la salvezza dell’anima vostra, chiudetevi nel segreto
della vostra cameretta, CERCATE SOLO GESÙ CRISTO
E ditegli:
• SIGNORE IO SONO UN GRANDE PECCATORE E TU SEI UN GRANDE
SALVATORE!: SALVA L’ANIMA MIA!
• FAMMI UN TUO FIGLIULO E SANTIFICA L’ANIMA MIA!
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• METTI IL TUO SANTO SPIRITO NEL MIO CUORE PER GUIDARMI!
• ILLUMINA LA MIA MENTE E IL MIO CUORE CON LA TUA PAROLA AFFINCHE’
POSSA DARE GLORIA AL TUO SANTO NOME!
• TIENIMI SEMPRE PRONTO PER IL TUO GLORIOSO RITORNO PER ESSERE
CON TE UN GIORNO NEL TUO REGNO DI GLORIA E STARE CON
TE PER TUTTA L’ETERNITA’!
GRAZIE SIGNORE! A TE SIA SEMPRE ONORE E GLORIA!
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INVITO A DIVENTARE CRISTIANI
Alla fine di quanto abbiamo detto fin qui è opportuno fare un ultimo invito a diventare
Cristiani, secondo il vero significato di questa parola. Come tutti sanno, la
Chiesa Cattolica chiama o chiamava eretici gli Evangelici. Ora per dimostrare ancora
una volta che la fede dei Cristiani Evangelici è la stessa di quella della Chiesa
primitiva, l’invito non lo facciamo con nostre parole secondo la nostra fede, ma con
le parole dell’insigne cristiano San Cipriano, perché il suo credo è il nostro credo e
la sua fede è la nostra fede!
Invito Cristiano:
25. – Ora che ne avete la possibilità, provvedete dunque alla vostra salvezza, alla
vostra vita. Vi offriamo come dono salutare l’anima nostra ed i nostri consigli. E
poiché non ci è lecito odiarvi diveniamo più accetti a Dio, se non restituiamo le ingiurie
ecco che io vi esorto, mentre siete ancora in tempo, mentre avete ancora un
poco di vita: date soddisfazione a Dio; uscite dall’abissale tenebroso superstizione
alla bianca luce della vera religione. Noi non invidiamo i vostri agi, ma non vi nascondiamo
i benefici divini. Rispondiamo con benevolenza al vostro odio e a voi
che ci apprestate i tormenti e supplizi indichiamo la via della salvezza.
Credete e vivrete
Venite a godere con noi la gioia dell’eternità, o voi tutti che ci perseguitate nel
tempo.
Quando finirà la vostra vita terrena, non avrete più come pentirvi e soddisfare
Dio. E’ qui sul mondo che la vita o si perde o si conserva per sempre; è qua sul
mondo che si guadagna la vita eterna con le opere di fede e di culto verso Dio. (Qui
San Cipriano attesta che il Purgatorio non esiste!)
Né i peccati e gli anni possono quaggiù impedire di venire alla salvezza. A chi
abita ancora questo mondo, nessun pentimento è mai troppo tardi. Iddio apre le
braccia e rende facile il cammino a chi va alla ricerca e alla comprensione della verità.
e se anche tu, sul tramonto della tua vita quando stai per finire, invochi e confessi
l’unico e vero Dio, e convertito lo chiami con la tua fede, anche allora egli ti
perdonerà se tu lo confessi; allora pietosamente ti darà l’amplesso divino, se tu gli
crederai; passerai così dalla morte alla immortalità.
È questa la grazia che dà Cristo; è questo il dono della misericordia di Cristo,
che ha soggiogato la morte al trofeo della Croce, ha redento il credente col suo sangue,
ha riconciliato l’uomo a Dio Padre, ha vivificato l’uomo mortale con una nuova
nascita celestiale.
Andiamogli dunque, per quanto è possibile, tutti dietro. Facciamoci sigillare
col suggello del Suo Spirito Santo.
– 51 –
Egli ci spalanca quaggiù la porta verso la vita, ci insegna la via del ritorno al
Paradiso, ci guida ad i Regni del Padre.
Creati, per mezzo suo, figli di Dio, viviamo con LUI; riscattati dal Suo sangue,
gioiamo con Lui sempre.
Cristiani, noi saremo nella gloria con Cristo, beati della beatitudine del Padre,
voluttuosamente, lieti e riconoscenti per l’eternità. Perché non dovrebbe essere sempre
lieto e grado, chi, se anche fu soggetto alla morte è nella sicura certezza dell’immortalità?
(da TRATTATI e lettere scelte dì S. Cipriano pagg. 234-236).
Aggiungiamo alcuni versi della Bibbia molto importanti che indicano la via
della salvezza eterna:
Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio affinché chiunque
crede il lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giov. 3: 16.
Gesù dice: Io sono la Via, la Verità e la Vita, NESSUNO VIENE AL PADRE SE
NON PER MEZZO DI ME. Giov. 14: 6.
…Tu non devi riconoscere altro Dio all’infuori di me, ALL’INFUORI DI ME
NON C’E’ ALTRO SALVATORE. Osea 13:4…Non diremo più: Dio nostro all’opera
delle nostre mani. Osea 14:3.
Infatti c’è UN SOLO DIO e anche UN SOLO MEDIATORE TRA DIO E GLI
UOMINI, GESU’ CRISTO UOMO. 1 Tim. 2: 5.
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato,
noi abbiamo UN AVVOCATO PRESSO IL PADRE: GESU’ CRISTO, il giusto.
1 Giov. 2:1.
L’apostolo Giovanni cosi conclude la sua prima lettera:
Sappiamo pure che il figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere
colui che è il Vero e noi siamo in colui che è il Vero, cioè nel suo Figlio GESU’
CRISTO. EGLI E’ IL VERO DIO E LA VITA ETERNA.
FIGLIOLI, GUARDATEVI DAGLI IDOLI (se non volete finire a l’Inferno per
tutta l’eternità) I Giov. 5: 20,21.
Quindi ancora una volta ti ripetiamo l’invito a venire al Signore Gesù Cristo in spirito e verità; chiuditi nelle tua cameretta segreta e confessagli i tuoi peccati ed Egli ti perdonerà, ti salverà, ti darà pace e gioia nel cuore, ti farà passare dalla morte alla vita ed infine ti darà la vita eterna per goderlo in cielo insieme a tutti i santi. Tutti i santi.
 
Il Signore ti benedica, ti illumini e ti liberi dalla cecità del prostrarsi davanti agli Idoli e ti faccia UN VERO ADORATORE DELL’UNICO SALVATORE GESU’ CRISTO, L’UNICO DIO VIVENTE.
 
INDICE
A chi è indirizzato questo messaggio? ……………………………………………. Pag. X
Quante religioni ci sono nel mondo? …………………………………………….. “ X
Il nome non cambia la sostanza ………………………………………………….. “ X
Gl’idoli visti dalla Sacra Scrittura ………………………………………………….. “ X
Gli idoli visti dai Padri della chiesa …………………………………………………. “ X
Gli idoli e i miracoli ……………………………………………………………………. “ X
Perché? e per chi? sono necessarie le statue e le immagini? ………………… “ X
Idoli e corruzione ………………………………………………………………………… “ X
Chi si adora adorando gli idoli ………………………………………………………. “ X
Fragilità degli idoli …………………………………………………………………….. “ X
Nullità degli idoli ………………………………………………………………………. “ X
Sintesi delle ragioni per cui il cattolicesimo non rientra nel cristianesimo…….. “ X
Invito a diventare cristiano ………………………………………………………….. “ X
 
Per ricevere il libro gratuitamente, vieni o scrivi a:
CHIESA CRISTIANA EVANGELICA
Assemblee di Dio in Italia Via Mogavero (Traversa difronte Piazza d’Armi) n, 9 – 84128 Salerno Orario dei culti: martedì – giovedì – sabato: ore 19,00 Domenica ore 10,30 Per comunicazione telefoniche  chiamare il n. 089-225038 // 333-3662069
 
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Pubblicato da su 15/10/2012 in studio biblico

 

Vigilanti

Vigilanti
 
       La vigilanza è una delle caratteristiche prin­cipali del soldato che monta la guardia. La sentinella è chiamata a stare sveglia, vi­gilante, pronta e decisa e non lasciarsi sor­prendere dall’astuzia e dagli assalti dei nemi­ci.
Più volte Dio, nella Scrittura, a riprova della sua importanza, ci esorta alla vigilanza pro­prio perché questa ci permette di intervenire prontamente ed allontanare il pericolo di una sconfitta.
 
I° SIAMO SENTINELLE
                                         Il credente non è una persona indipendente che può fare ciò che vuole e come crede. Egli è “associato” e “dipendente” dalla Comunità locale, parte del popolo di Dio, ver­so cui ha delle responsabilità.  Infatti:
 
  1. Ad essa ne è unito (Ef 4:3).
  2. Ha lo stesso sentimento comune (FiI. 2:5).
  3. E’ legato agli altri da vin­coli indissolubili d’amore (Rom. 12:10).
  4. Con essi cammina nel timore del Signore (Atti 9:31).
  5. Insieme realizzano la presenza e le benedizioni di Dio (Atti 4:24,31).
     Queste caratteristiche implicano una tale fa­miliarità che i problemi dell’uno diventano quelli di tutti (Gal. 6:2). Il credente è una sentinella:
 
  1. a.      Per sé stesso.   Guardate dunque come vi conducete non da stolti, ma da savi” (Ef.5:15).
 L’efficacia dell’opera della Grazia dipende da noi. Possiamo condizionare l’attività dello Spirito Santo, contrastandoLo e contristando­Lo, ma possiamo anche collaborare con Lui disponendoci ad avere fiducia ed ubbidire ai Suoi consigli, e permettere a Dio di perseve­rarci da ogni male;
 
  1. b.       Per i fratelli. “…Sono io forse il guardiano di mio fratello?” (Gen. 4:9).
 Non dobbiamo essere indipendenti e tenere conto esclusiva­mente della nostra esperienza, perché siamo chiamati a curarci reciprocamente, ad “inci­tarci a carità e a buone opere…esortandoci a vicenda” (Eb. 10:24,25);
 
 
  1. c.       Per il mondo  (Ez. 3:17,18).
                               17 “Figlio d’uomo, io ti ho stabilito come sentinella per la casa d’Israele; quando tu udrai dalla mia bocca una parola, tu li avvertirai da parte mia. 18 Quando io dirò all’empio: Certo morirai! se tu non l’avverti, e non parli per avvertire quell’empio di abbandonare la sua via malvagia, e salvargli cosí la vita, quell’empio morirà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano”.
                             
Il mondo “aspetta la manifestazione dei figlioli di Dio” e Dio ci ha già mandati a “predicare l’Evangelo ad ogni creatura“.
 
 
2.         LA SENTINELLA VIGILA
 
           E’ un grave pericolo addormentarsi, perché il nemico dell’Opera del Signore (cioè il nostro nemico, se ci riconosciamo essere Opera del Signore) non aspetta altro “Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò (Mt. 13:25). La Parola di Dio ci chiama a vigilare:
 
  1. a.      Sui falsi insegnamenti.
                                            Molto spesso questi sono mascherati da una leggera vernice di verità. Crisostomo affermava: “Il metodo del diavolo è far bello il peccato e offrire droga malefica ricoperta di miele“.
Il Signore ci ha semplificato il criterio di discernere la Sua voce: ci ha data la Sua Parola che è inaltera­bile e tutte le rivelazioni, presunte o reali, devono trovare la verifica nella Scrittura.
Facciamo attenzione, però a non estirpare una parte di un verso per confermare un in­segnamento, perché “un testo fuori dal suo contesto diventa un pretesto“;
 
  1. b.      Sui falsi profeti.
                 “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti di pecore ma dentro sono lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti” (Mat.7:15,16).
Non accettate per “fratelli” tutti coloro che dicono di esserlo. Consigliatevi con i fratelli più maturi “infatti, con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, e la vittoria sta nel gran numero dei consiglieri” (Pr.24:6).
E considerate la loro vita;
  1. c.       Sulle infiltrazioni mondane.
                               “E, come figlioli d’ubbidienza, non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato  quando eravate nell’ignoranza” (I Piet.1:14). Spesse si sente ripetere “Questo è niente! Se Dio me lo farà sentire, allora…” Talvolta la nostra coscienzapuò essere tanto incallita che non sentiremmo Dio neanche se ci sensibilizza con le martellate. Ricordiamo che sono sempre le piccole  tentazioni, che vengono poco considerate  e che ci procurano i più grandi guai. Vigiliamo!
 
3. IL CREDENTE È CHIAMATO A PREGARE E A VIGILARE.
 
                             Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole. (Mt. 26:41).
 
        Vegliare da solo significa  avere fiducia e rimettersi nelle proprie forze. Tutta l’esuberanza dell’uomo è sempre inadeguata rispetto ai nemici. Pregare da solo significa  avere i paraocchi dinanzi alle realtà della vita spirituale.
 
 Camminare con la “testa fra le nuvole” implica non accorgersi del pericolo che abbiamo fra i piedi. Il credente è chiamato a vivere l’equilibrio fra la vigilanza e la preghiera, per accorgersi del pericolo ed essere pronto a chiedere aiuto al Signore.
 
orando in ogni tempo, per lo Spirito, con ogni sorta di preghiere e di supplicazioni; ed a questo vegliando con ogni perseveranza e supplicazione per tutti i santi( Ef. 6:18).
 
    Non culliamoci sugli allori, sul fatto che, perché figli di Dio, egli è chiamato a vegliare su noi e per noi. Il Signore ci incoraggia alla vigilanza e noi, da buoni soldati, vegliamo, stiamo fermi   nella fede mentre aspettiamo il ritorno di  Cristo Gesù.   “Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno il vostro Signore sia per venire” (Matteo 24:42).
 Pastore Cesare Turco
 
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Pubblicato da su 23/08/2012 in studio biblico

 

FORTI NEL SIGNORE

FORTI  NEL  SIGNORE

TESTO : Efesini 6 :10-20

                          “Fortificatevi nel Signore e nella forza de/la Sua possanza. “V.10

Introduzione

 Non in ogni cosa  l’uomo trova la forza per vivere.

  • L’apostolo Paolo, tenendo presente le sue molteplice esperienze nella vita dichiara che la forza per vivere è solo nel Signore. Egli ha imparato nel suo cammino questa preziosa verità, lui era in grado di affrontare ogni aspetto della vita con serenità e grande tranquillità (Fil.4:13; II° Cor.12 :8-10).
  • L’apostolo Paolo conoscendo le diaboliche astuzie di Satana, incoraggia  i cristiani di Efeso, i quali come noi sono coinvolti in un combattimento spirituale a porre la propria fiducia e speranza nell’aiuto divino.
  • Gesù ha promesso vitalità spirituale ad ogni credente (At.1:8)
  • Paolo ribadisce l’importanza di vivere ripieni di Spirito Santo. (Ef.5:18)
  • Occorre fortificarsi nel Signore ricevendo e vivendo nella pienezza dello Spirito Santo.

1.         Lo Spirito Santo è dato personalmente ad ogni credente.

 (a)                    Lo Spirito Santo è dato ad ognuno che si ravvede e crede nel Signore Gesù                      (At.2:38). 

(b)                   Lo Spirito Santo prende in possesso il nostro cuore quando poniamo la

nostra fede riconosce Gesù quale Signore e Salvatore (Gal.3:13-14).

(c)                    Il dono dello Spirito santo non si riceve per merito (Luc.11:13).

 

Il.        Ancora OGGI Dio donna la promessa dello Spirito Santo  ad ogni Suo figliolo.

 (a)                    Per quando lo Spirito Santo agiva nel passato, operando a favore del credente e della chiesa ai tempi degli apostoli, la Sua opera è tuttora efficacia. L’apostolo Paolo ai Corinzi scrive chiaramente che oggi, il credente è il tempio dello Spirito Santo, Egli dimora in noi al presente (II Cor.3:16).

(b)                   La promessa dello Spirito Santo e per tutti i credenti di qualunque epoca e pertanto non è limitata semplicemente ad un’epoca della chiesa, (At.2:36; Mar.16:17-18).

 III.             Dio ha voluto onorare il credente  dandogli il dono più prezioso.

 (a)                    Bisogno in un modo indispensabile considerare che lo Spirito Santo è il dono più prezioso che Dio può dare a noi, perché più siamo convinti del Suo valore, più lo desideriamo.

(b)                   Lo Spirito Santo ci fa comprendere che siamo figli di Dio (Rom.8:16).

  • Lo Spirito Santo ci assiste nella nostra vita di preghiera (Rom.8:26).
    • Lo Spirito Santo desidera condurci in modo degno di figli di Dio (Rom.8:14).
    • Lo Spirito Santo ci assicura che saremo risuscitati dalla morte (Rom.8:11).

IV.      Dio dà al Suo popolo Il dono dello Spirito Santo perché esso permanente.

 

(a)                   Lo Spirito Santo è una garanzia divina che l’opera di redenzione iniziata da Dio sarà portato a compimento (Ef.1:13-14).

(b)                   E’ un suggello di proprietà, mi sento forte perché lo Spirito di Dio attesta con il nostro spirito che siamo figlioli di Dio.

(c)                    Lo Spirito Santo nella nostra vita ci incoraggia, ci sostiene, in momenti di difficoltà abbiamo la certezza che Egli non ci abbandona (Giov.14:16).

(d)                   E’ possibile contristare e anche sprezzare lo Spirito Santo a tale punto di non sentire più la sua presenza, essere depressi o abbattuti. In realtà ciò che avvertiamo sono i richiami dello Spirito Santo che desidera renderci consapevoli dei nostri atteggiamenti errati e riportarci ad essere fedeli.

V.        Lo Spirito Santo è il dono potente datoci da Dio  (Rom.8 :26).

(a)                    Paolo l’ha dichiarato a Timoteo (2 Tim.1:7).

(b)                   E’ nostro quando siamo consapevoli della propria debolezza e ci appoggiamo sulle risorse dello Spirito  Santo (2 Cor.12:9-1 0).

 Conclusione

Come Paolo possiamo dire  “io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Fil. 4:13).

Pastore Cesare Turco

 
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Pubblicato da su 22/08/2012 in studio biblico

 

La Parabola del Seminatore

L’insegnamento in parabole è un metodo didattico che consiste nell’esporre le verità spirituali con illustrazioni tratte dalla vita ordinaria. Osservando  le azioni comuni che si verificano sotto i nostri occhi quotidianamente, possiamo dilettarci delle cose di Dio. Quando le nostre mani sono occupate dagli affari terreni, possiamo con la nostra mente meditare quelle verità ed essere guidati con il nostro cuore nei cieli. Così la Parola di Dio “camminerà” con noi, camminerà familiarmente con noi (Proverbi 6:22). 

 La Parabola del Seminatore

 (Matteo 13:4-9, 18-23; Marco 4:3-8, 14-20; Luca 8:5-8,11-15)

 In questa   parabola riportata dai tre Vangeli sinottici, vengono presentate cinque verità celesti racchiuse in questi cinque elementi: (1) il seme; (2) il seminatore; (3) i diversi tipi di terreno; (4) i nemici del seme; (5) i risultati.

 1. Il Seme

Il seme sparso dal seminatore è la Parola di Dio, che in Matteo viene chiamata “la Parola del Regno” (v. 19), in Marco è detta “la Parola” (v. 14) e in Luca “la Parola di Dio” (v. 11).

 A. Un seme che proviene dal cielo

 L’Evangelo non viene dai regni del mondo (Matteo 4:8), ma dal Regno dei cieli (Giovanni 6:33; Matteo 4:4) e conduce a quel Regno (Giovanni 6:50).

La parola dell’Evangelo è la parola del Regno dei cieli. E’ la parola del Re dei cieli e dove questa parola è predicata c’è potenza (Ecclesiaste 8:4). Essa è una “legge” che ci deve guidare e governare (Deuteronomio 30:14; Proverbi 16:20).

 B. Un seme che feconda il cuore

Il seme è quella parte del frutto derivata dall’ovulo fecondato e contenente l’embrione, capace di produrre un nuova pianta. Quindi il germe già contiene in sé la vita, che si svilupperà nel momento in cui cadrà nel terreno. Questa illustrazione è molto significativa in quanto ci descrive minuziosamente l’opera che la Parola  compie quando viene ricevuta con fede da un cuore fertile (Isaia 55:10,11).

Dagli increduli e dai profani la Parola è considerata insignificante e priva di vita, così come un seme può sembrare morto e secco; tuttavia come nel seme è misteriosamente nascosta la vita, così nella Parola di Dio è racchiusa la salvezza (Colossesi 1:5,6).

 C. Un seme incorruttibile

La parola di Dio non perde mai la sua forza ed efficacia (Marco 13:31). Alcuni tipi di semi riescono a conservare la capacità di svilupparsi anche dopo molto tempo senza divenire infruttuosi. Comunque oltre quel periodo di fecondità il seme perde la sua facoltà di germinare e diviene inefficace. Attenzione: la Parola di Dio è eterna ma dopo averla ricevuta deve poter “fecondare” il nostro cuore (Gioele 1:17; Ebrei 4:2).

 D. Un seme unico

Nell’Antico Testamento Dio aveva comandato al popolo di non seminare nello stesso campo due tipi di seme diversi. Gli insegnamenti della Parola di Dio non possono essere annacquati con discorsi di sapienza umana o con ragionamenti filosofici (Levitico 19:19; I Corinzi 2:4; II Corinzi 2:17).      

 2. Il Seminatore

 Il seminatore che sparge il seme è principalmente il nostro Signore Gesù (Matteo 13:3,37); poi i Suoi ministri (I Corinzi 3:6-8); ed infine tutti i credenti (Atti 8:1-4). Il popolo di Dio è un popolo di “agricoltori”, che dissoda, ara, semina e coltiva il “campo” di Dio e ne raccoglie i frutti (Giovanni 4:35-38).   

 3. I diversi tipi di terreno

 I diversi terreni dove il seme della parola di Dio è piantato rappresentano i cuori degli uomini, i quali possono, in grado differente, essere fertili: quindi idonei e permettere al seme di svilupparsi; oppure aridi e lasciare che il seme perda la sua efficacia (Matteo 13:22). Perciò anche i risultati prodotti dalla Parola di Dio saranno differenti: “l’uno rende il cento, l’altro il sessanta e l’altro il trenta” (Matteo 13:23).

Notiamo che il cuore è simile ad un terreno: capace di perfezionarsi e portare frutti migliori (Giovanni 15:2) o rimanere incolto come il campo di un pigro (Proverbi 24:30,31). Il cuore è il posto migliore dove la Parola deve dimorare affinché lo lavori e lo governi; essa opera sulla coscienza per illuminarla e renderla sensibile. Quindi secondo il tipo di terreno che siamo, così la Parola opererà in noi. “Recipitur ad modum recipientis”: Il ricevere dipende dal ricevente!

In questa parabola il cuore è rappresentato da quattro specie di terreno, di cui tre sono cattivi e solo uno è buono. Notiamo che il numero degli ascoltatori infruttuosi è molto alto: “Chi ha creduto a quello che abbiamo annunziato?” Isaia 53:1, (come percentuale è la terza parte). E’ un triste prospetto che questa parabola presenta a proposito di coloro che ascoltano la predicazione della Parola: uno su quattro porterà frutto. Molti sono chiamati alla salvezza,  pochi sono quelli che saranno salvati (Matteo 22:14).

 a. “La strada” (versi 4-10)

 Il seme che cadde su questo “terreno” non riuscì mai a penetrarvi e così fu mangiato dagli uccelli. Osserviamo:

 1. Il tipo di persone: “ascoltano la Parola e non la comprendono”, questo è il loro difetto (Osea 6:6). Essi non prestano attenzione alla Parola, non l’afferrano e non la ritengono nel cuore (Salmo 119:11). Costoro vengono alla presenza di Dio come il Suo popolo viene e siedono davanti a Dio come il Suo popolo siede, tuttavia lo fanno per abitudine: per vedere ed essere visti; non badano a ciò che ascoltano e la Parola entra per un orecchio ed esce dall’altro senza fare alcuna impressione.

 2. Vengono per essere ascoltatori smemorati. Il maligno viene e porta via quello che è stato seminato (Matteo 13:18 Marco 4:15 Luca 8:12). Tutti gli ascoltatori disinteressati, pigri, negligenti sono una facile preda per satana; egli che è un assassino delle anime, è anche un ladro di sermoni. Sicuramente ruberà la Parola  a coloro che non la ritengono, come gli uccelli mangiano i semi lungo la strada. Lasciamo che i nostri cuori duri si rompano ascoltando la predicazione della Parola di Dio, e per mezzo della meditazione e della preghiera portiamo frutto per la gloria di Dio. Uniamo la meditazione all’esame del nostro cuore, ponendoci delle domande, dicendo a noi stessi: “Così stanno le cose, o anima mia è così che ti comporti? Sono questi i tuoi desideri, le cose che ami e che ricerchi?

(B.) “I luoghi rocciosi”

 “Un’altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma, levatosi il sole, fu bruciata; e non avendo radice, inaridì” (Matteo 13:5,6).

 I luoghi rocciosi rappresentano una seconda categoria di ascoltatori. Forse rispetto a quelli che ricevono il seme (la Parola) lungo la strada e subito lo perdono perché viene mangiato dagli uccelli (portato via dal maligno), questi ultimi si trovano avvantaggiati perché ricevono qualche buona impressione dalla Parola, tuttavia non sono costanti e lasciano che il seme inaridisca (Matteo 13:20,21). Osserviamo ciò che concerne questo tipo di ascoltatori:

 1.   Quanto lontano vanno

Questi non rifiutano di ascoltare la Parola, anzi la ricevono con entusiasmo. Dopo averla udita non girano le loro spalle rifiutandola e sembra che ottengano anche dei primi risultati: “subito spuntò”, proprio come accade al seme che cade nella buona terra e porta frutto. Spesso, costoro ottengono un inizio simile a quello dei veri credenti nel manifestare la loro “professione di fede”, e a volte pare che sono anche “desiderosi” di realizzare le verità divine. Ma la realtà è invece un’altra: ricevono il seme della Parola frettolosamente senza sperimentarlo; lo ingoiano senza masticarlo e non riescono mai a “digerirlo” (I Tessalonicesi 5:21). Per esaminare occorre meditare, solo così si può ritenere il bene e fuggire dal male.

Notiamo che alcuni ricevono la Parola con gioia quando ascoltano un buon sermone, ma non traggono profitto da ciò che ricevono; sono contenti per la Parola udita, tuttavia non realizzano un cambiamento e una guida da essa. Il cuore si può sciogliere ascoltando la Parola, e tuttavia non essere modellato dall’azione della Parola (Geremia 18:3, 4).

Altri gustano la Parola di Dio e la trovano dolce, ma non permettono che scenda nel cuore e quindi la nascondono sotto la loro lingua. Così appena non sono d’accordo con la Parola la respingono di nuovo fuori (Ebrei 6:5).

Altri sono di “corta durata”. Simili a una valanga di neve che precipita dando l’impressione di non doversi mai fermare, ma quando arriva a valle non si muove più. Questi durano poco e non giungono alla fine (Matteo 10:22); per un tratto di strada corrono anche bene, ma poi inevitabilmente si fermano (Galati 5:7)

  1. 2.   Quanta crescita realizzano

Costoro cominciano subito a declinare e il loro frutto non giunge a perfezione. Non cadendo in un terreno profondo da cui trae nutrimento, il seme viene bruciato dal sole e si inaridisce. Le ragioni sono diverse:

a. Non hanno radici, nessuna fermezza nelle vie di Dio, non hanno solide basi su cui fondare la loro fede, non hanno una volontà risoluta, senza principi biblici. è possibile che ci sia una professione di fede immatura senza le radici della grazia, senza essere uniti a Cristo. Dove non c’è fermezza, sebbene ci sia una professione di fede, non ci potrà essere perseveranza. Quelli che non hanno radice dureranno, ma poco. Una nave senza ancore (fermezza) potrà navigare, ma non giungerà mai in porto.

b. Il tempo delle prove viene: “quando giunge la tribolazione o la persecuzione a motivo della parola, è subito sviato” (Matteo 13:21). La Parola del regno di Cristo viene per essere la “Parola di consolazione e di pazienza” (Rivelazione 3:10), ma a causa di questa Parola vengono anche le persecuzioni (Apocalisse 1:9).    

 “Un’altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono” (Matteo 13:7).

 Le spine sono una ottima custodia e possono essere anche utili quando formano una siepe intorno al grano per proteggerlo, ma  sono una cattiva compagnia quando sono nel campo e crescono insieme al grano.

“Le spine crebbero”. Quando il seme fu sparso le spine erano sotto terra e non si vedevano, oppure erano appena spuntate dal suolo ed erano così piccole da non destare preoccupazione.  Ma con il trascorrere del tempo crebbero e soffocarono il grano.  

Questo tipo di terreno va ancora più oltre del precedente: accoglie il seme ma  non gli offre abbastanza terra affinché le radici possano crescere. Notiamo la sequenza esposta da Cristo in questa parabola:

  1. 1.   il primo terreno (“lungo la strada”) non permette al seme di germinare perché viene subito portato via e mangiato dagli uccelli; una perdita istantanea;
  2. 2.   il secondo terreno (“i luoghi rocciosi”) facilita la crescita del seme ma non essendoci molta terra le radici non riescono a scendere in profondità; una crescita frettolosa senza fondamento;
  3. 3.   il terzo terreno (“i luoghi spinosi”) offre al seme la possibilità di una vera crescita, ma insieme ad elementi estranei e soprattutto dannosi che impediscono al grano di giungere a maturazione; una crescita che è una beffa.

 Cosa rappresentano queste spine che soffocano il grano?

“Quello che ha ricevuto il seme tra le spine è colui che ode la parola; poi gli impegni mondani e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa”. (Matteo 13:22).

 Il “terreno spinoso” rappresenta coloro che ricevono la Parola, ma si lasciano ancora attirare e adescare dai piaceri del peccato e dalle concupiscenze mondane. Costoro  gustano le benedizioni divine ma non sono disposti a liberarsi di tutte le cose che possono impedire o danneggiare l’opera di Dio nella loro vita (Ebrei 11:25,26). Le cure mondane e il peccato soffocano la Parola di Dio nel loro cuore e la distruggono. I nostri tre acerrimi nemici: gli uccelli (il diavolo) mangiano il seme, le pietre (la superficialità) rovinano le radici, le spine (il peccato) distruggono il frutto.

  1. 1.   “Gli impegni mondani” (La Versione Riveduta: “le cure mondane”).Gli impegni per l’altro “mondo” possono affrettare la crescita del seme, ma le cure per questo mondo lo soffocano. Le cure mondane sono paragonate alle spine, perché esse originariamente vennero dopo che il peccato entrò nel mondo e sono la conseguenza della maledizione (Genesi 1:11 cfr. 3:17,18). Esse  sono utili per riempire uno spazio, ma l’uomo deve fare molta attenzione se non vuole pungersi (II Samuele 23:6,7). Come accade a chi cammina tra i rovi, può rimanerne impigliato, sopraffatto, oppresso, ferito, così il mondo cerca di trattenerci nella sua rete per spogliarci dei beni celesti (Ebrei 6:7,8). Queste spine soffocano il buon seme. Nota che le cure mondane sono un grande ostacolo perché privano l’anima di forze che potrebbero invece essere investite per le cose divine (Romani 5:6).
  2. 2.   “L’inganno delle ricchezze”. Qui Gesù mette in guardia dal pericolo di cadere nella trappola delle ricchezze (Geremia 5:4,5). Bisogna precisare che la Parola non condanna le ricchezze, ma l’amore per esse (I Timoteo 6:10). L’avarizia  è un peccato che la Bibbia denuncia (Luca 12:15-21). Esaminiamo il nostro cuore in preghiera alla presenza di Dio, ora!

 D. La buona terra

 “Un’altra cadde nella buona terra, e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno” (Matteo 13:8).

Finalmente il “buon seme” si incontrò con il terreno fertile e così non venne perduto. Questi sono gli ascoltatori che ricevono la Parola con il cuore ben disposto e ne fanno profitto: “Ma quello che ha ricevuto il seme in buona terra, è colui che ode la parola, e la comprende; egli porta del frutto e, così, l’uno rende il cento, l’altro il sessanta e l’altro il trenta” (verso 23). Notiamo che sebbene ci siano molti (la strada, i luoghi rocciosi, i terreni spinosi) che ascoltano la Parola di Dio senza lasciarla operare in loro, tuttavia Dio ha un “restante” che la riceve con uno scopo buono: perché la parola di Dio non torna a vuoto (Isaia 55:10,11).

Ora ciò che distingue questo buon terreno dagli altri, è il fatto che è un terreno fruttifero. Da questo i veri cristiani sono distinti dagli ipocriti, questi hanno sole le forme della cristianità, quelli, invece, portano frutti di giustizia, “così sarete miei discepoli” (Giovanni 15:8). Qui Gesù non dice che questa “buona terra” non aveva pietre seppellite in essa, o che era privo di spine, ma nessuna di queste cose prevalse sul seme ostacolandone la crescita e impedendone il  fruttare. In questo mondo i santi non sono esenti da errori o da cadute, neanche sono immuni dal peccato, ma grazie a Dio sono stati felicemente liberati dal suo dominio  (Romani 6:11-14 cfr. I Giovanni 2:1).

Gli ascoltatori rappresentati da questa buona terra sono:

 1.   Ascoltatori intelligenti 

Essi ascoltano la Parola e la comprendono! Non solo comprendono il significato e il senso della Parola, ma l’opera che Dio vuole fare in loro: “però, secondo la tua parola getterò le reti” (Luca 5:5). (Dopo aver pescato tutta la notte senza prendere un pesce, non è facile convincere un pescatore a gettare di nuovo le reti in mare, sic!). Attraverso la sua Parola, Dio si rivolge a noi in  modo razionale (per convince la nostra mente stimolandola a pensare secondo i suoi pensieri), guadagnando i nostri affetti (desidera prendere possesso dei nostri sentimenti), e piegando la nostra volontà (ci persuade a fare come Egli vuole) (Ebrei 4:12). Satana che è un ladro e un brigante non entra per la porta, ma cerca di arrampicarsi da una altra parte.

  2. Ascoltatori fruttiferi 

Il portare frutto è una prova che hanno “ ben compreso” la Parola. Il frutto è la testimonianza che ogni seme ha raggiunto il suo proprio scopo, un sostanziale risultato prodotto nel cuore e nella vita in armonia con il seme della Parola ricevuta (Luca 13:6-9).

Nota che i semi sono vari e da ognuno nascerà un frutto secondo la sua specie (Matteo 3:8; 7:17; 12:33). Si porta frutto quando si opera secondo Parola di Dio, quando il carattere della mente e il tenore della nostra vita sono conformi all’Evangelo che abbiamo ricevuto.

Per mezzo della Sua Parola Dio insegna, consiglia, guida e modella (Giovanni 15:2), ma se non si porta frutto ci sarà una triste conseguenza: (Matteo 21:19).

 3.   Non tutti portano la stessa quantità di frutti

Alcuni il cento, altri il sessanta, altri ancora il trenta per uno. Tra i cristiani alcuni sono più fruttiferi di altri; dove c’è la vera grazia ci sono anche vari gradi di essa. Alcuni hanno acquisito una maggiore conoscenza spirituale rispetto ad altri, alcuni manifestano una maturità spirituale più grande di altri, alcuni hanno raggiunto una santità più elevata di altri. Come non tutti gli atleti sono allo stesso grado di preparazione, così non tutti i cristiani portano la stessa quantità di frutti. Perciò miriamo ai “gradi alti” (qualsiasi militare che sceglierà questo tipo di vita, vorrà non restare sempre soldato), al portare il cento per uno di frutti come fece Isacco (Genesi 26:12), abbondanti nell’opera del Signore (I Corinzi 15:58), perché questa la volontà di Dio che portiamo molto frutto (Giovanni 15:18). Ma se il terreno è buono, il frutto è giusto, il cuore onesto e la vita consacrata quelli che portano il sessanta o il trenta per uno, saranno accettati da Dio perché siamo sotto la grazia e non sotto la legge.

Infine Gesù chiude la parabola con un solenne invito all’attenzione: “Chi ha orecchi per udire oda” (verso 9). L’atteggiamento di chi ascolta la divina Parola non deve essere superficiale.  

 Pastore Evangelico Cesare.Turco

 
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Pubblicato da su 22/08/2012 in studio biblico

 

UN LUOGO DI RIFUGIO

UN LUOGO DI RIFUGIO
“Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle distrette
(Salmo 46:1).

Cristo provvede un luogo di rifugio per tutti coloro che cercano di scampare alla maledizione del peccato.

Quando Israele fu sul punto d’entrare nella terra promessa Dio provvide, per chiunque avesse ucciso incidentalmente una persona, le città di rifugio; queste mettevano al sicuro il responsabile fino a quando la faccenda non veniva esaminata e giudicata dalla comunità. Non era un sistema per dare riparo ad assassini e criminali, ma era un modo per far giustizia agli innocenti, a coloro che non avevano intenzione d’uccidere. La presenza delle città di rifugio dava un barlume di speranza. Per ogni peccatore e (“tutti hanno peccato”), Dio ha provveduto un rifu-gio ove ripararsi: Gesù Cristo. Egli ci strappa dalle accuse schiaccianti di Satana con queste parole: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo” (Mat.11:28).

1. Il rifugio provvisto (Num.35:9-15)

Era ormai giunto il tempo di entrare in Canaan. Ad un passo dall’adempimento della promessa, in attesa del comando di avanzare, i figliuoli d’Israele ricevettero alcune preziose istruzioni finali utili a facilitare una conquista vittoriosa. Gli Israeliti dovevano dimostrare di accettare la promessa di Dio, e di credervi, entrando nel paese e prendendone  possesso: la loro fede doveva essere messa in pratica. Poi, una volta entrati, dovevano cacciare i Cananei, che con le loro pratiche pagane avrebbero potuto minare la fede d’Israele. Ogni oggetto di culto e ogni tempio pagano doveva essere distrutto.

a. I confini della terra che Israele doveva occupare furono stabiliti da Dio prima ancora di metter piede in Canaan.

Il capitolo 34 del libro dei Numeri presenta quelli che potremmo definire i “confini ideali” del regno; tali confini, infatti, non furono occupati pienamente da Giosuè, ma corrispondono maggiormente al regno del re Davide.

b. Gl’Israeliti control-larono l’intero territorio solo per breve tempo, nonostante vi reclamassero la propria sovranità.

Israele non si impossessò mai di tutta la terra indicata da Dio, così come noi cristiani non riusciamo ad appropriarci di tutte le benedizioni spirituali che abbiamo in Cristo.

c. I Leviti, anziché ricevere una porzione di terra come le altre tribù, si videro assegnate 48 città per abitarle e i terreni circostanti per pasturarvi il proprio bestiame. Sei di queste città erano città di rifugio: Kades, Sichem, KiriathArba  (Hebron), Betser, Ramoth, Golan; dentro i loro confini era garantita la protezione legale per chi avesse ucciso qualcuno incidentalmente.

d. Le città di rifugio fecero la distinzione tra omicidio intenzionale e omi-cidio incidentale, una distinzione assente nella legge dell”‘occhio per occhio” (Es.21:24).

Dio volle amorevolmente provvedere un luogo ove l’uccisore fosse al riparo dal vindice del sangue, che era il familiare inca-ricato di pareggiare i conti in caso di omicidio.

2. La giustizia richiesta (Nu.35:16-21)

Attraverso le città di rifugio, Dio stava cominciando ad insegnare l’importanza dei moventi interiori. Gesù spiegò che l’odio verso un fratello era considerato da Dio come equivalente all’omicidio, e anche Giovanni ribadì questa verità: Chiunque odia il suo fratello è omicida(1 Gio-v.3:15). Le città di rifugio non proteggevano, infatti, gli assassini volontari, ma solo l’Israelita o lo straniero che avessero ucciso qualcuno involontariamente. L’intenzionalità era determinata in questa maniera:

(a) se era stata usata un’arma letale (di ferro, pietra o legno),

b) se il colpo fatale era stato inferto con odio o in un imboscata, l’omicidio era da considerare premeditato e quindi l’uccisore non poteva restare nelle città di rifugio.

Queste regole fecero sì che le città non diventassero covi di criminali. Il vendicatore agiva secondo la Legge se uccideva l’omicida al di fuori del-le città di rifugio e, a questo proposito, la Legge era severa: “Il vindice del sangue ucciderà l’omicida quando lo incontrerà ( 21).
La Legge in-segnava giustamente l’inviolabilità della vita umana e prescriveva la pena capitale per l’assassino, ma non si occupava degli omicidi involontari. Solo con le città di rifugio viene fatta giustizia in questo senso. Le città di rifugio possono esser considerate una figura di Cristo in quanto:

(a) furono ordinate da Dio;
(b) erano necessarie per salvare dalla morte l’uccisore;
(c) erano accessibili a tutti;
(d) offrivano una salvezza sicura.

Comunque c’è da notare una differenza fondamentale: queste città accoglievano solo gli innocenti e non i colpevoli, perché la Legge prescri-veva la morte ad ogni assassino. Cristo, invece, offre salvezza e perdono ad ogni uomo; Egli  accoglie e perdona il colpevole, donandogli nuova vi-ta e speranza indipendentemente dalla natura del suo peccato.

3. La salvezza assicurata (Num.35:22-28)

Giunto nella città di rifugio, l’omicida involontario poteva tirare un sospiro di sollievo; era protetto da questa legge provveduta da Dio. Nessun vendicatore poteva sfiorarlo, egli poteva camminare per la strada in piena libertà e sicurezza: era sotto la protezione di Dio.

1. In Cristo, per grazia di Dio, troviamo un sicuro riparo dalla vendetta della Legge; Egli ci redime dal potere e dalla pena del peccato. Tutti possiamo venire a Lui e ottenere aiuto in tempo di bisogno, la salvezza è a disposizione di “chiunque”: Dio non pone alcuna restrizione a chi vuole accostarsi a Lui.

2. Le città di rifugio proteggevano l’individuo solo fino al momento del processo davanti all’assemblea, il loro scopo era quello di salvare l’innocente dalla vendetta indiscriminata; infatti coloro che erano trovati colpevoli di omicidio venivano lasciati al vendicatore, perché fossero giustiziati. Il rifugio offerto da Cristo è decisamente superiore, poiché anche il peccatore più abietto può venire a Lui ed esser purificato dal Suo sangue. Sulla croce è stata pagata la pena per ogni peccato.

3. La salvezza era assicurata anno dopo anno, fintanto che l’uccisore restava nella città di rifugio; poi, alla morte del sommo sacerdote, egli pote-va finalmente lasciare la città e tornare libero alla sua terra. Ma fino a quel giorno, se veniva sorpreso dal vendicatore fuori del confine della città, poteva essere ucciso.

4. Satana non  può colpire colui che si rifugia al sicuro in Cristo; fintanto che restiamo in comunione con Lui, entro i confini della Sua volontà, sia-mo al riparo. Ma è davvero triste e da stolti morire senza di Lui, quando Dio ha provveduto tutto ciò che serve alla nostra salvezza.

5. Pietro ammonisce:Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavo-lo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare” (1 Piet.5:8). Non solo l’avversario è in agguato con tentazioni e tranelli, ma cerca di catturarci coi sensi di colpa, accusandoci e ricordandoci errori e peccati passati. Dove possiamo trovare riparo dai tormentosi dubbi che Satana suscita nella nostra mente? o dal senso di incapacità e disperazione presente nel mondo attorno a noi? Il Salmista ha trovato la soluzione: Chi dimora nel ritiro dell’Altissimo alberga all’ombra dell’Onnipotente. Io dico all’Eterno: Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!” (Sal.91:1-2). In Lui siamo al sicuro.

Pastore Cesare Turco

 
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Pubblicato da su 12/02/2011 in studio biblico